BORGARO - Sciopero dei vigili: la lettera del comandante Linarello

| «Non mi era mai capitato di vedere il mancato coinvolgimento, nemmeno informativo, delle confederazioni sindacali»

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BORGARO - Sciopero dei vigili: la lettera del comandante Linarello
Sciopero della polizia municipale di Borgaro il 22 novembre. Il comandante Massimo Linarello ha scritto una lettera per fare chiarezza su alcune rivendicazioni sindacali e per poter esprimere il proprio punto di vista sulla delicata vicenda. Eccola...

«Dopo un giusto periodo di riflessione, credo che sia giunto il tempo anche per il Comandante di fare chiarezza su alcuni fatti che stanno interessando il Corpo di Polizia Locale. Anzitutto occorre ridimensionare lo stato di agitazione sindacale. L’attivazione dello sciopero è partito solamente da un sindacato autonomo di categoria rappresentativo di qualche iscritto all’interno del corpo. Nulla è pervenuto dalle storiche confederazioni sindacali. Ciò premesso, sin da quando sono giunto a Borgaro nel 2017 i fascicoli personali dei dipendenti erano già pieni di ripetute richieste di nulla osta per la mobilità verso altri enti.

Le richieste di mobilità sono un dato comune e pacifico di tutti gli enti pubblici, non c’è nulla di anormale. Dietro ad ogni richiesta ci sono sempre le stesse motivazioni di carattere personale: per la maggior parte l’avvicinamento a casa e in rarissimi casi le aspettative di crescita professionale. Per intenderci, l’avvicinamento a casa è stato chiesto anche per andare a lavorare nei comuni confinanti o limitrofi visto il grande disagio derivante dalla distanza del luogo di lavoro. In un solo caso per tornare nella regione di origine.

Le richieste di mobilità riguardavano ora come allora tutti i settori del comune. Non c’è nessuna emergenza che riguarda la Polizia Locale. Le stesse persone che avevano presentato domanda in passato, le hanno ripresentate in questi ultimi due anni. Il Sindaco ha già chiarito perfettamente quali sono le motivazioni che in questo momento impediscono l’accoglimento delle richieste dei dipendenti: in primis la questione dei rapporti tra i comuni cedenti e quello di Mappano, nonché la garanzia di funzionamento della macchina comunale. Le motivazioni del diniego sono sempre state date ai diretti interessati nelle opportune sedi e confermate nelle risposte scritte consegnate personalmente. Nessuno può lamentare di non essere stato ascoltato.

A questo si aggiungono due verità incontrovertibili: nessun agente di Borgaro ha presentato domanda per andare in mobilità nel comune di Mappano benché il percorso di trasferimento verso il nuovo ente sarebbe stato quasi obbligato per questa amministrazione, ed in secondo luogo abbiamo avuto anche il caso di un vigile che all’inizio di quest’anno, nonostante fosse vincitore di concorso in un altro comune, ha deciso di rimanere perché “qui si trovava bene”. Se fosse vero che nel Comando ci fosse un clima ambientale così compromesso, tutti o quasi tutti avrebbero chiesto il trasferimento a Mappano e il vincitore di concorso se ne sarebbe andato senza dover neanche attendere il nulla osta.

Consapevoli che uno stato di agitazione basato sulle mere aspettative personali di mobilità non sarebbe stato degno di nota, si è preferito inventare di sana pianta un conflitto con il nuovo Comandante cercando di denigrarlo nonostante tutti gli attestati di stima da sempre ricevuti. Chi ha visto il lavoro svolto per il Comando e per la Città non può negare il contrario. Dagli investimenti per la videosorveglianza (nuove telecamere compresi i varchi elettronici e le fototrappole), le nuove attrezzature tecniche (bodycam, giubbotti antiproiettili, personal computer), il nuovo veicolo di servizio completamente attrezzato, le ingenti forniture di vestiario, per non parlare dei progetti incentivanti per aumentare la sicurezza della città e la disciplina della reperibilità. Tutto nell’interesse della cittadinanza, pensando convintamente che mettendo i propri dipendenti nelle migliori condizioni di lavoro, questi avrebbero gradito e svolto con maggiore dedizione i compiti a loro affidati.

In verità nessuno si lamenta del lavoro del Comando che rappresento, anzi, è vero il contrario. Attestati di stima giungono da tutte le parti politiche, nonché dai cittadini. Il lavoro svolto davanti alle scuole, i controlli di polizia stradale, la vigilanza sul territorio sono i principali servizi che la cittadinanza vede ed apprezza tutti i giorni. Lamentare un eccessivo carico di lavoro però non è un modo corretto di giustificare le proprie esigenze di mobilità. Chiunque conosca la realtà cittadina è consapevole che i vigili non sopportino condizioni di lavoro insostenibili. La cessione del territorio di Mappano ha rappresentato una diminuzione evidente delle incombenze. I dati oggettivi dell’ultimo triennio dimostrano una riduzione del carico di lavoro a parità di personale impiegato.

Affermare infine che i turni di lavoro vengono spesso modificati per far fronte alle sempre più pressanti esigenze del territorio, rende la protesta maggiormente priva di significato. E’ vero l’esatto contrario. Sono frequenti e ripetute le richieste di cambio turno provenienti dal personale. Tutte chiaramente legittime e pressoché totalmente accolte. Nel privato forse tanta bontà non sarebbe ammessa. Se poi fosse vero, venire incontro alle esigenze di vigilanza del territorio è un nostro preciso dovere. Siamo pagati anche per questo.

Mi permetto infine una considerazione sulle modalità di effettuazione della protesta sindacale. Ho assistito negli anni a varie forme di sciopero, ma non mi era mai capitato di vedere che una sola sigla sindacale, senza alcun contraddittorio con il Comandante, attivasse la stato di agitazione del personale di Polizia Locale senza aver verificato quanto presuntivamente affermato dai suoi iscritti. Nessun incontro o chiarimento è stato mai fatto o richiesto con il sottoscritto, l’unico che poteva dare eventuali risposte. Nemmeno mi era mai capitato di vedere il mancato coinvolgimento, nemmeno informativo, delle storiche confederazioni sindacali. Questo lascia molto a cui pensare.

Adesso credo che tutti, cittadinanza e minoranze politiche, possano farsi un libero pensiero e democraticamente partecipare o simpatizzare con lo stato di agitazione della Polizia Locale. Vorrei soltanto rassicurare la cittadinanza che durante la mezza giornata di sciopero non verranno meno i servizi essenziali che per legge devono essere garantiti».

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