BORGOFRANCO - Il sindaco spegne il WiFi: Legambiente plaude

| «L'attenzione mediatica deve essere un’occasione per affrontare con serietà il problema dell’uso dei dispositivi elettronici»

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BORGOFRANCO - Il sindaco spegne il WiFi: Legambiente plaude
«La risonanza mediatica che ha avuto la decisione dell’amministrazione di Borgofranco di sostituire l’accessibilità ad internet con una rete cablata invece che con la tecnologia WiFi, dimostra che la questione tocca molteplici aspetti, tutti di grande rilevanza. Riteniamo pertanto che tale attenzione mediatica sia un’occasione per affrontare con serietà il problema dell’uso dei dispositivi elettronici in tutti i suoi risvolti a cominciare da quello della loro pericolosità per la salute. Un approccio serio non può che rifiutare l’argomentazione, riportata in molti articoli a commento della scelta di Borgofranco: “Ma tanto c’è dappertutto”, “Un cellulare è più pericoloso” o “Finchè non ci sono dati certi non mi preoccupo”.
 
Nel 2011 lo Iarc (agenzia internazionale di ricerca sul cancro) ha inserito i campi elettromagnetici a radiofrequenza nella categoria 2B che comprende tutti gli elementi che possono avere effetti cancerogeni. Non ci sono dati certi perché gli studi epidemiologici richiedono tempi lunghi di rilevazione. Sappiamo inoltre che i campi elettromagnetici rappresentano un rischio maggiore per i bambini. Ed è per questo che riteniamo che sia una scelta prudente quella di utilizzare un cavo per collegarsi ad Internet invece che un ponte radio. In una scuola i bambini passano dalle 5 alle 8 ore al giorno a differenza di una piazza, un bar, una stazione dove si passa o si sosta per  poco tempo. D'altra parte per un'utenza che non ha necessità di mobilità, come gli insegnati e gli alunni all'interno di in un edificio scolastico, la rete cablata oggi offre prestazioni migliori di una rete senza fili. 
 
Inoltre i vincoli normativi relativi alla sola intensità del campo elettrico sembrano oggi obsoleti di fronte ad alcune evidenze sperimentali che dimostrano l'influenza di altre variabili come la durata dell'esposizione o la frequenza del segnale. Non si tratta pertanto di negare l’uso di una tecnologia ma di valutare le alternative che abbiamo a disposizione per ottenere lo stesso risultato minimizzando il rischio per la salute.  Questo ci pare l’atteggiamento corretto e di buon senso a meno di non essere subalterni alla “novità” ad ogni costo che poi si rivela essere sempre subalternità ad interessi economici. Crediamo che sia necessario organizzare una discussione pubblica con genitori e cittadini a partire da Borgofranco che coinvolga tutto il territorio. La nostra salute, e quella dei bambini, è sottoposta a rischi che provengono da una molteplicità di fonti. La tecnologia, la conoscenza ci deve aiutare a ridurli non ad accrescerli».
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