CANAVESE - Aprono le nuove «Case della Salute» dell'Asl - FOTO

| Dallo scorso 16 dicembre sono operative le Case della Salute di Brandizzo, Caluso, Castellamonte e Settimo Torinese

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Dallo scorso 16 dicembre sono operative le Case della Salute di Brandizzo (piazza Carlo Tempia 2), Caluso (via Roma 22), Castellamonte (piazzale Nenni 1) – risultato della riorganizzazione del CAP (Centro di Assistenza Primaria) – con la sua articolazione di Rivarolo Canavese (via Piave 13) e Settimo Torinese (via Santa Cristina 3). Per ufficializzarne l’apertura si è svolto un Open Day in tutte le sedi (a Settimo Torinese è intervenuto l’Assessore Regionale alla Sanità, Antonio Saitta, e a Brandizzo l’Assessore Regionale all’Istruzione, Lavoro, Formazione professionale, Gianna Pentenero) ed è stata inaugurata la Casa della Salute di Settimo Torinese.

Nel primo semestre 2018 la rete delle Case della Salute dell’ASL TO4, per la cui attivazione e potenziamento all’Azienda è stato assegnato un finanziamento regionale di poco meno di 800 mila euro sul triennio, sarà completata con l’apertura delle strutture di Lanzo (via Marchesi della Rocca 30) e di Leinì (via Volpiano 38). Così dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta: «L’istituzione di questa nuova rete sul territorio ha come obiettivo il miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni fornite, in particolare alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle malattie croniche, e di conseguenza la riduzione degli accessi ospedalieri impropri».

«E’ un giorno importante per la nostra azienda – commenta con soddisfazione il direttore generale dell’Asl To4, Lorenzo Ardissone – perché diamo concretezza alla volontà della Regione Piemonte di rafforzare la governance del sistema territoriale e di valorizzare il ruolo svolto dall’Assistenza Primaria, nelle sue forme organizzative multidisciplinari e multiprofessionali, nella risposta ai bisogni di salute della comunità». L’obiettivo, infatti, come previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale del novembre 2016 che ha previsto la nascita delle Case della Salute era quello di sviluppare progressivamente, partendo da esperienze sperimentali nate e maturate in relazione alle specificità locali, un nuovo modello di organizzazione sanitaria territoriale ben delineato. Un modello in cui l’ospedale non fosse più il riferimento di centralità del sistema, in cui la risposta di base del sistema sanitario fosse spostata a un livello più vicino ai luoghi di vita dei cittadini, in cui fosse allargata, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, l’offerta di risposte sanitarie inserite in percorsi diagnostico-terapeutici predefiniti.

«Le Case della Salute – continua Ardissone – rappresentano una risposta appropriata e capillarmente diffusa sul territorio rispetto all’aumento delle patologie croniche connesso all’invecchiamento della popolazione e, più in generale, al complesso di bisogni espresso dalle persone in condizioni di fragilità che hanno necessità di interventi sanitari, assistenziali o socio-sanitari e che non necessitano del ricorso alle cure ospedaliere».

Le funzioni di base comprendono l’area dell’accoglienza, che svolge anche una funzione di filtro per quanto riguarda gli utenti che accedono direttamente alla Casa della Salute, l’assistenza primaria (medici e pediatri di famiglia), come attività complementare e non sostitutiva dell’ordinaria attività ambulatoriale, attività specialistiche ambulatoriali con particolare riferimento alle discipline di cardiologia, pneumologia, diabetologia/endocrinologia e oculistica, l’ambulatorio infermieristico che opera in integrazione con l’infermiere di comunità e i servizi diagnostici di base (prelievi, elettrocardiogramma, spirometria). In relazione alla specificità dei singoli territori, poi, possono essere previsti uno o più moduli aggiuntivi. Ne sono un esempio l’Area delle cure intermedie a elevata intensità assistenziale infermieristica e i Centri di ascolto per le famiglie di persone affette da disturbi cognitivi.

Nelle Case della Salute, quindi, lavorano in stretta sinergia medici (territoriali e ospedalieri), specialisti ambulatoriali, medici e pediatri di famiglia, infermieri, assistenti sociali, operatori addetti all’accoglienza. Le attività sanitarie sono coordinate dal Direttore di Distretto, che si avvale della collaborazione dei Responsabili di tutti i servizi sanitari disponibili. Lo stesso Direttore di Distretto presiede all’integrazione tra i servizi territoriali (compresi i servizi sociali) e alla continuità ospedale-territorio (nelle foto sotto gli open day di Brandizzo, Caluso, Castellamonte e Settimo).

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