CANAVESE - Basta violenza contro il personale degli ospedali

| Parte una campagna congiunta dell'Asl To4, Collegio Ipasvi e ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia contro la violenza nei confronti degli operatori

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CANAVESE - Basta violenza contro il personale degli ospedali
“Condanniamo la violenza. E’ inaccettabile che la violenza sia parte del lavoro di chi si prende cura del prossimo”. E’ lo slogan di una campagna congiunta dell’Asl To4 del Canavese, del Collegio Ipasvi e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Torino contro la violenza nei confronti degli operatori. Campagna che è stata illustrata alla presenza dell’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta. Il manifesto che è stato realizzato sarà affisso, in prima battuta, in tutte le strutture operative dell’Asl,

«Ho aderito volentieri all’iniziativa dell’Asl To4 di sensibilizzazione su un tema di grande attualità come quello della violenza sugli operatori sanitari, che alcune recenti vicende di cronache hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica – dichiara Saitta - naturalmente si tratta di un tema di valenza nazionale e generale, ma è bene che anche nella nostra Regione ci si attivi  su queste problematiche. L’iniziativa ha il pregio di mettere insieme più soggetti: è la strada giusta per fare qualcosa di utile. Credo che a monte vi debba essere un atteggiamento diverso nei confronti dell’operatore sanitario, medici ed infermieri in primis. La società in cui viviamo ci porta a pensare che la guarigione sia obbligatoria, che l’errore sia imperdonabile, che i luoghi di cura siano sempre in grado di risolvere i problemi di salute personali e dei nostri cari. Non sempre è così, e talora scatta la violenza che è purtroppo latente in tante situazioni: ma è inaccettabile che a farne le spese siano professionisti e lavoratori la cui unica colpa è quella di dedicare tante ore della propria giornata alla cura degli altri».

«Da parte nostra stiamo agendo su più fronti per fronteggiare il problema della violenza nei confronti degli operatori – commenta il direttore generale dell’Asl To4, Lorenzo Ardissone -  abbiamo identificato i fattori di rischio per la sicurezza del personale ospedaliero e stiamo attuando le opportune strategie preventive, che vanno dalla definizione di disposizioni sulla chiusura serale dei reparti e sulla chiusura notturna degli accessi ai presidi ospedalieri a misure di tipo tecnologico, come l’installazione di ulteriori citofoni per l’accesso regolato nei reparti fuori dagli orari di visita e di ulteriori dispositivi di videosorveglianza, e alla sperimentazione di forme di potenziamento della guardiania. Il tema della sicurezza è sicuramente fondamentale, ma non è l’unico. Da tempo, per esempio, ci occupiamo della formazione continua degli operatori sugli aspetti della comunicazione e della relazione di aiuto nei confronti delle persone assistite. Allo stesso tempo, però, è importante comunicare con fermezza agli utenti, agli accompagnatori e al personale che gli atti di violenza non sono permessi o tollerati. Per la diffusione di questo messaggio è strategica l’alleanza sia con i Rappresentanti delle professioni infermieristica e medica. Senza dimenticare che la prevenzione della violenza nei confronti degli operatori passa anche attraverso un migliore coordinamento con le Forze dell’Ordine e la collaborazione degli organi di informazione».

La prevenzione degli episodi di violenza a danno degli operatori sanitari richiede che l’organizzazione identifichi i fattori di rischio per la sicurezza del personale e ponga in essere le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune, diffonda una politica di tolleranza zero verso atti di violenza nei servizi sanitari, incoraggi il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi e faciliti il coordinamento con le Forze dell’Ordine o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare le strategie atte a eliminare o ad attenuare la violenza nei servizi sanitari. Ma solo l’impegno comune di tutti (direzioni aziendali, dirigenza infermieristica e medica, coordinatori, professionisti e loro rappresentanti, organizzazioni sindacali, rappresentanti dei cittadini, organi di informazione) può migliorare l’approccio al problema e assicurare un ambiente di lavoro sicuro. Tanto più che gli atti di violenza possono ripercuotersi negativamente anche sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

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