CANAVESE - Bozzello annuncia la fine della battaglia sul Ponte Preti: «Io ho dato tutto»

| Ora tocca alle istituzioni concretizzare quanto promesso per la realizzazione di un nuovo ponte lungo la Pedemontana

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CANAVESE - Bozzello annuncia la fine della battaglia sul Ponte Preti: «Io ho dato tutto»
L'ex Senatore Eugenio Bozzello, già sindaco di Castellamonte ed assessore dell'allora Provincia di Torino, ha deciso che con il convegno del primo dicembre si è chiusa la sua battaglia sul Ponte Preti. Ora tocca alle istituzioni concretizzare quanto promesso per la realizzazione di un nuovo ponte lungo la Pedemontana. Bozzello ha annunciato la sua decisione con una lettera postata sui canali social dove, in questi mesi, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, ha spesso sollecitato interventi e interesse su una infrastruttura ormai obsoleta.

«Carissimi,

dal 14 agosto al primo dicembre ho dedicato gran parte del mio tempo per rispolverare la delicata situazione del secondo lotto della pedemontana. Ho cercato di costituire da subito un tavolo permanente di diversi colori politici, senza barriere, senza schemi di partito, fatto da persone che avevano le competenze, i titoli e uomini delle attuali istituzioni. Ho cercato, anche nei momenti che purtroppo mi hanno colpito con un gravissimo lutto, di mai dimenticare l'obbiettivo che mi ero imposto quando ho sentito i tragici eventi di Genova.

Ho dedicato davvero tutto quello che alla mia età potevo dare per far si che i riflettori ritornassero ad illuminare il ponte o meglio il percorso del nuovo ponte e in attesa della sua costruzione delle soluzioni alternative. Prima di parlare o di emettere "sentenze" ho analizzato con degli amici del turati le varie soluzioni. Abbiamo dedicato giornate intere per fare dei monitoraggi visivi, vale a dire persone che rimanevano sul ponte gratuitamente dalle 6 del mattino alle 18 di sera. Abbiamo filmato e assistito personalmente a incorci pericolosi, incastri che fanno rabbrividire e tutto ovviamente con un unico scopo: alleviare le sofferenze di chi ogni giorno almeno per due volte passa in quell'imbuto, addirittura con tir che dovevano stare dietro a delle biciclete... Insomma di tutto e di più.

Poi abbiamo analizato gli aspetti tecnici, indetto un primo incontro pubblico l'otto settembre a pochi giorni dal mio 90° compleanno, abbiamo cercato di ascoltare tutti, di collaborare con tutti; in alcuni casi ci siamo riusci in altri non abbiamo nemmeno avuto modo: pazienza. Ho continuato con il mio cammino di telefonate e strigliate anche romane, ho continuato ad analizzare i dati che mi arrivavano e in ultimo ho accettato la proposta fatta dalla città metropolitana di incontrarci nuovamente dopo 2 mesi e mezzo, il primo dicembre. Senza polemiche personali e senza la solita retorica politica che non serve concludo questo percorso con queste considerazioni a futura memoria.

Del ponte preti ho iniziato a parlare il 14 agosto sin a quella data nessuno aveva mai posto in maniera ferma e forte la questione; ho recepito il messaggio di Città metropolitana che attraverso il suo apparato tecnico e di consulenti ha detto che il ponte è più che sicuro, non presenta alcuna problematica. Ottimo, discorso sicurezza ponte chiuso. Ho certificato che il traffico pesante in quel ponte è superiore ad ogni umana aspettativa dei progettisti nel 1920; ho comunicato che su quel ponte c’è un’illuminazione spenta da anni e che su quel ponte necessita un'illuminazione adeguata; ho comunicato che la cartellonistica su quel ponte non è idonea e nemmeno a norma in quanto i cartelli dei 30 km orari sono addirittura a pochi metri dal'inizio ponte; ho comunicato la necessità di pulire le zone prima del ponte nei due versanti per dare la possibilità ai tir di vedersi prima di passare e rimanere incastrati; ho trovato volontari che hanno voluto dare una lezione di amore verso il territorio pulendo l'area di Strambinello; ho chiesto di bloccare temporaneamente il traffico pesante utilizzando l'autostrada A5; ho manifestato le mie perplessità sulla collocazione di un semaforo che porterebbe solo forti disagi sia negli innesti prima del ponte che lunghe code nei due sensi; ho manifestato la mia perplessità sul senso unico alternato per i tir; ho dato la mia massima disponibilità sino al 1 dicembre per aiutare a risolvere eventuali criticità che io già da assessore provinciale avevo affrontato prima e da Senatore dopo.

Ho voluto elencare tutto questo solo per lasciare una testimonianza certa di tutto quello che ho cercato di fare, non per dimostarre che ho fatto tutto io, ma per non essere frainteso, strumentalizzato o peggio ancora attaccato da chi non ha apprezzato ciò che un 90enne ha ancora avuto la voglia di fare per il suo territorio e per la sua gente. La vera politica questo deve fare: essere al servizio della gente e per la gente! Con ieri io ho chiuso la mia "battaglia" per il futuro del ponte; lascio le istituzioni, che giustamente hanno rivendicato l’assoluta titolarità a farlo, hanno ragione... sperando che fra pochi mesi non si dimentichino nuovamente.

Per aiutarli a non dimenticare, manderò nelle prossime giornate un agurio di buone feste speciale; un calendario del Club Turati speciale "Ponte Preti" che a partire da maggio ricordi molto bene ciò che è stato promesso e ciò che si deve davvero fare. Con questo mio post chiudo la partita Ponte Preti, sperando di veder inagurare il nuovo ponte mentre sarò ancora in vita. Vi saluto ringraziandovi di cuore, ringraziando tutti quelli che hanno collaborato, tutti quelli che non hanno capito il mio allarme e hanno "non" collaborato. Tutti, indistintamente, perchè nonostante tutto sono riuscito sia da una parte sia dall'altra a suscitare quell'interesse sul Ponte preti che io mi ero prefissato il 14 agosto. Un abbraccio fraterno a tutti».

Politica
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