CANAVESE - Il turismo «mordi e fuggi»: opportunità o danno? Il «caso Ceresole» diventa nazionale

| L'afflusso di migliaia di turisti a Ceresole Reale è pratica consueta nei fine settimana di bel tempo. Oneri e onori, ovviamente, per la piccola perla alpina che di turismo, ovviamente, deve vivere. I disagi non mancano

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CANAVESE - Il turismo «mordi e fuggi»: opportunità o danno? Il «caso Ceresole» diventa nazionale
Anche diverse radio nazionali, questa mattina, hanno parlato del «caso Ceresole», ovvero dei disagi provocati dal turismo di massa nelle domeniche estive. Circostanza che, non a caso, ha convinto l'ente parco Gran Paradiso, a promuovere la mobilità sostenibile dal Serrù al colle del Nivolet, chiudendo la strada al traffico nelle domeniche di luglio e agosto, quelle tradizionalmente più turistiche. L'afflusso di migliaia di turisti a Ceresole Reale è pratica consueta nei fine settimana di bel tempo. Oneri e onori, ovviamente, per la piccola perla alpina che di turismo deve vivere. I disagi non mancano: dall'aumento della spazzatura alle auto parcheggiate in ogni dove. Senza contare i bagnanti sulla spiaggia del lago artificiale. 
 
L'amministrazione comunale, con successo, è corsa ai ripari. Dalle multe dei vigili urbani per gli abbandoni di rifiuti, fino ai doppi giri per garantire lo svuotamento dei cassonetti dell'immondizia. Nei periodi estivi un Comune come Ceresole produce il triplo di spazzatura rispetto agli altri mesi dell'anno. Circostanza che si compensa in altre stagioni, quando in paese vivono poche persone. Grazie alle compensazioni richieste dal Comune alla Teknoservice (proprio in virtù della stagionalità dell'immondizia), le bollette della raccolta differenziata, negli ultimi anni, non sono state aumentate. Tuttavia la gestione delle spese impreviste, nella penuria del bilancio comunale (congelato anche dagli ultimi provvedimenti del governo Renzi), a volte è problematica.
 
I più «duri e puri» chiedono si arrivi al più presto al numero chiuso degli accessi o almeno al pagamento di un pedaggio per coloro che arrivano a Ceresole per il consueto turismo «mordi e fuggi» che, spesso, non porta introiti nemmeno ai commercianti locali. La prima strada, già percorsa in altre località europee per calmierare l'enorme mole di visitatori, è stata ipotizzata nei giorni scorsi anche per la gestione dei turisti a Venezia. Dove, va detto, i numeri sono esponenzialmente superiori a quelli di Ceresole. Sul pedaggio, invece, esistono ostacoli normativi al momento insormontabili. E in cambio di un obolo il Comune dovrebbe fornire servizi ai turisti che, al momento, non ci sono.
 
Il dibattito, insomma, è aperto. Coniugare i turisti con il rispetto della natura è spesso molto difficile. Nei giorni di grande afflusso (nell'ordine di migliaia di persone), probabilmente impossibile. Limitare, però, l'accesso dei visitatori potrebbe rappresentare anche un boomerang economico da non sottovalutare, per una realtà (come tante altre in Canavese), che sul turismo «mordi e fuggi» delle otto domeniche più calde dell'anno, basa la sua stessa popolarità tra gli amanti della montagna last-minute alla ricerca di un po' di refrigerio. Ceresole è una location bellissima ed è per questo che ottiene tanto successo. O si fa una scelta precisa in ordine alla «qualità» del turismo offerto (e dei turisti da ospitare), oppure si cerca di governare in altri modi un fenomeno che ha fatto di Ceresole, nel corso degli anni, una delle mete predilette dei turisti giornalieri.
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