CASTELLAMONTE - Apre il Cap nel vecchio ospedale. E' polemica

| Nuovo scontro tra maggioranza e opposizione. L'Asl d'Ivrea si schiera con il sindaco Mascheroni

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CASTELLAMONTE - Apre il Cap nel vecchio ospedale. E polemica
Il Pd convoca un incontro pubblico sul Cap, il centro di assistenza primaria destinato a rivitalizzare l’ex ospedale di Castellamonte. Guarda caso, 12 ore prima dell’incontro, dopo mesi di silenzio, arriva dall’amministrazione comunale un comunicato stampa “preventivo” che annuncia l’apertura del Cap a gennaio. E fin qui, ci può stare. Solo che in questo inevitabile scontro politico, ha deciso di infilarsi anche l’Asl d’Ivrea. Un’ora dopo il comunicato dell’amministrazione di Castellamonte, infatti, è arrivata anche la nota dell’azienda sanitaria. Impossibile pensare che si sia trattato di un caso.
 
Di Cap si è discusso ieri sera nell’incontro del Pd (nella foto i relatori). Presenti, oltre al consigliere regionale Gianna Pentenero, anche il sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa, il vicesindaco di Agliè, Alberto Rostagno, e molti volti noti del Pd locale. Obiettivo: fare chiarezza. Perché questo Cap (anche sinonimo del vecchio codice di avviamento postale…) è sicuramente una bella idea ma, per il momento, oscura alla cittadinanza. «Vogliamo fare luce sulle attività del Cap – spiega il segretario locale del Pd, Pasquale Mazza – il Comune si sveglia come sempre troppo tardi, solo quando noi dell’opposizione proponiamo un’iniziativa pubblica. In teoria toccava a loro spiegare ai castellamontesi cos’è un centro di assistenza primaria, dal momento che si tratta di un servizio sperimentale».
 
Il comunicato dell’amministrazione comunale, del resto, nel tentativo di “anticipare” l’incontro del Pd, non ha chiarito quasi nulla… Anzi. «Il progetto sperimentale, primo sul territorio, consiste nell’attivazione di una struttura polifunzionale mirante ad offrire un servizio ai cittadini (Cap)» recita il comunicato. E ancora: «Concretizzare quanto illustrato ha comportato da parte del dottor Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl, dei suoi più stretti collaboratori ed i medici di famiglia dell’ambito di Castellamonte, in sintonia con l’assessorato comunale nella veste dell’assessore Falletti Nella, un impegno costante e protratto nel tempo. Il Comune inoltre fornirà gratuitamente un'unità amministrativa per tutto il periodo sperimentale. Il giorno 18 dicembre 2013 sarà inaugurata la struttura che diventerà funzionante nei primi giorni di gennaio 2014».
 
Peggio ha fatto l’Asl che, un’ora dopo il Comune, ha girato alle redazioni il suo comunicato stampa. «Sono terminati i lavori di adeguamento dei locali del presidio di Castellamonte che ospiteranno il nuovo Centro di Assistenza Primaria (Cap). Lavori costati all’ASL circa 30 mila euro tra interventi edili e impiantistici e arredi. Il Cap sarà inaugurato il 18 dicembre e l’avvio della fase sperimentale del centro è previsto per il prossimo 7 gennaio». Poi due paginette identiche a quelle spedite già qualche mese fa, con l’unica aggiunta del virgolettato finale. «Ritengo importante sottolineare – dice il dottor Boraso – che il Comune di Castellamonte ha fortemente creduto nella progettualità del Cap». 
 
Asl e Comune “dimenticano” che l’innovativo Cap prenderà il posto del vecchio ospedale della città. Chiuso a giugno senza che nessuno abbia battuto ciglio. La difesa del vecchio presidio, sbandierata in campagna elettorale, è passata in secondo o terzo piano nei mesi successivi, dando all’azienda sanitaria la possibilità di chiudere l’ospedale nel silenzio più assoluto. Razionalizzare le risorse, di questi tempi, è un dogma. Ma tagliare sui servizi è una moda che porta conseguenze solo ai cittadini. Il Cap, con più di mezzo ospedale vuoto da anni, poteva (e doveva) essere attivato anche senza chiudere gli ultimi reparti dell’ospedale ancora attivi. Solo in questo modo sarebbe stato (davvero) un servizio in più per il territorio.
 
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