CASTELLAMONTE - «Dal Comune un regalo ai costruttori privati»

| Sull'ex palestra di piazza Repubblica scontro tra Movimento 5 Stelle e amministrazione. Duro attacco del consigliere Recco

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CASTELLAMONTE - «Dal Comune un regalo ai costruttori privati»
Sull'ex palestra di piazza Repubblica scontro tra Movimento 5 Stelle e amministrazione comunale. Duro l'attacco del consigliere Paolo Recco, prima in consiglio e poi sui social. «Non mi sono meravigliato della volontà da parte di questa amministrazione, irrilevante, inconsistente, superficiale ed impreparata, a voler svendere oltre al fabbricato della ex palestra, alla retrostante strada anche parte della Piazza della Repubblica. E’ successo, i nostri scaltri amministratori, prima si affrettano a dire che loro non centrano, che loro non volevano assolutamente vendere, che la colpa è degli altri, ma poi ci ripensano e vendono allegramente la “nostra” amata palestra. La volontà di vendere la “nostra” palestra con annessi, in Consiglio Comunale è stata votata da tutti i consiglieri tranne voto contrario del Gruppo Consigliare del Movimento 5 Stelle di Castellamonte nonché portavoce dei cittadini castellamontesi. Se nell’aspetto ideologico ed al valore che deve essere data al Bene Comune, oramai da tempo si era capito che nella testolina dei nostri amministratori non c’è materiale celebrale al riguardo, in quanto ignoranti, nel senso che ignorano i valori concettuali e pragmatici che si devono dare a questi enunciati, che non sono solo teorici, ma è nella sostanza e nel modo che hanno utilizzato per vendere un bene di tutti, che mi hanno sbalordito. Un procedimento confuso e completamente illegale».

Il progetto originale della demolizione e ricostruzione della palestra prevedeva un fabbricato di quattro piani fuori terra, tre per alloggi e uno per attività commerciale. Sotto, nove posti auto con relativa rampa di accesso nella retrostante strada ex pedonale. «Un’operazione che avrebbe snaturato la storia della nostra piazza, sia a livello architettonico ed urbanistico che a livello funzionale. In un volantino delle elezioni del 2012, il nostro attuale sindaco aveva preso una posizione ben precisa sulla negatività di questa operazione, ma come di consuetudine per questa vecchia politica distante dal cittadino, in campagna elettorale si dice una cosa ma se ne pensa un’altra. Nuovi amministratori, nuove richieste, l’impresa si accorge che il progetto fa acqua da tutte le parti, e pertanto torna alla carica, propone i propri interessi a scapito dei cittadini, l’attuale amministrazione abbocca e accetta». Il riferimento va alla richiesta di costruire 30 box interrati che verranno messi in vendita.

«Per questo motivo, il che ne dica l’amministrazione, creerà un carico automobilistico ulteriore sulla piazza di numero 30 automobili (come minimo). Quindi è chiaro che non ci sarà un miglioramento della viabilità, ma sicuramente un peggioramento dello svincolo della piazza con ulteriori uscite di automobili, uscita di alunni della scuola elementare, un incrocio pericolosissimo che peggiorerà in sicurezza. Per quanto sopra veniamo alle utilità private nella realizzazione di tale progetto e sulle regalie che questa amministrazione dona all’interesse privato della lobby del mattone: il Comune cede l’utilizzo della piazza all’impresa per 1500 euro. A fronte del succitato acquisto l'impresa costruisce ulteriori 21 box auto che al prezzo di mercato valgono circa 300 mila euro: dov'è l’utilità per la parte pubblica?». Secondo il Movimento 5 Stelle, inoltre, l'impresa non pagherà il suolo pubblico per il cantiere e i contributi di costruzione.

Per questo è stata richiesta la trasmissione di tutta la documentazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione, nonché alla Prefettura, per le necessarie verifiche del caso. «Stanno distruggendo un pezzo di Castellamonte, che avrà una viabilità ancora più rischiosa, pedoni in continuo pericolo, accesso alla scuola che si restringe, spazio pubblico asservito all’interesse privato e non più disponibile pienamente per attività pubbliche. Verde pubblico che sparisce e non ci sarà più, tanto meglio, in quanto questa amministrazione ad oggi non ha ancora eseguito un minimo di manutenzione ordinaria del nostro territorio. E se a questo punto anche la normale attività amministrativa non viene resa al cittadino, la domanda viene spontanea: perché abbiamo pagato nel 2017 ben 70 mila euro di stipendi agli amministratori?».

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