CASTELLAMONTE - Il Pd attacca la Lega: «Niente lezioni d'amore»

| «Per amare il prossimo bisogna provare a comprenderlo. Cosa che don Angelo Bianchi ha sempre cercato di fare»

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CASTELLAMONTE - Il Pd attacca la Lega: «Niente lezioni damore»
Migranti, accoglienza, sicurezza. Il Partito Democratico risponde alla Lega di Castellamonte. Riceviamo e pubblichiamo la risposta.

«Mentre a Ivrea ancora si discute sulle esternazioni razziste e forcaiole di Giorgia Povolo, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Ivrea, in quota Lega Salvini, che saranno state scritte in un momento di rabbia ma che comunque ben danno l’idea dell’atteggiamento di questi personaggi, a Castellamonte la Lega si mette a dare lezioni di amore verso il prossimo spiegandoci come fare accoglienza e come tutelare la dignità umana di questi poveretti che scappano da guerre e carestie per cercare rifugio in uno stato che dovrebbe essere moderno, democratico e, almeno fino ad oggi, accogliente. Ora proviamo a spiegare anche noi del Partito Democratico come stanno le cose.

Superata l’emergenza di qualche anno fa quando si è dovuta gestire la fase di riconoscimento e sistemazione di più di 100.000 nuovi immigrati all’anno, ora che gli sbarchi sono scesi a 20.000 (e questo succede non da 3 mesi ma da più di un anno, grazie al lavoro di Marco Minniti) sarebbe ora di organizzare il sistema dell’accoglienza.  Cercare insomma di distinguere tra chi è disposto ad integrarsi e a far parte delle nostre comunità offrendo dei percorsi di accoglienza (e nei prossimi anni l’Italia avrà bisogno di questi ragazzi), e chi invece è stato obbligato a scegliere la via della clandestinità, della delinquenza e dell’illegalità, e in quel caso prevedendo dei piani di rientro e leggi più dure.

Perché, se per un italiano è molto semplice andare in Senegal, per un cittadino di questo paese venire in Italia legalmente è praticamente impossibile. Questo lo obbliga ad affrontare la via del deserto prima e del mare poi per cercare di trovare una speranza di futuro. E quando arrivano in italia da clandestini diventano manovalanza da sfruttare, in alcuni casi dalla malavita in altri da “sfruttatori legali”. Perché è chiaro a tutti, pensiamo anche a Salvini, che più immigrati clandestini vuol dire più insicurezza. Il problema è che la Lega è proprio quella che più ci guadagna da questa situazione.

Guardiamo cosa è successo 10 anni fa quando il governo Bossi-Berlusconi in varie trance ha “regolarizzato” oltre 1 milione 600.000 extracomunitari senza prevedere però alcun percorso di integrazione e costringendo così migliaia di ragazzi a vivere di espedienti e nell’illegalità. Una vita da pusher e spacciatori di morte dietro al quale si nasconde un enorme problema legato al consumo della droga da parte degli italiani, ma questo alla Lega pare non importare. Questa insicurezza è stata alla base della vittoria Leghista che dopo aver vinto la campagna elettorale giocando sulla paura e aver convinto gli italiani che era in atto un’invasione, che gli immigrati stavano occupando la nostra società, rubandoci il lavoro e derubando le nostre case, ora cosa propone?

Il “decreto sicurezza”. Questo elimina la protezione umanitaria rendendo anche quei rifugiati che potevano accedere ad un percorso di integrazione degli irregolari, illudendo di fare accordi per il rimpatrio (che costano cari e che sono attuabili solo se il paese ricevente è d’accordo) senza però metterci neanche un euro, anzi illudendo gli italiano che così facendo si risparmieranno dei soldi, ma soprattutto distruggendo le SPRAR, che erano la forma di integrazione che tutto il modo ci copiava e che permetteva un inserimento graduale e attivo nella comunità. Esattamente quello che anche l’amministrazione di Castellamonte avrebbe voluto attuare.

Risultato: maggiore insicurezza e nuovi “ghetti”, o forse meglio “lagher”, per gli immigrati considerati tutti allo stesso modo, cioè dei criminali. Bel lavoro!  Si poteva migliorare, si è preferito buttare via tutto. Lo ripetiamo a tutti: si deve cercare di distinguere di più tra chi è disposto ad integrarsi e a far parte delle nostre comunità offrendo dei percorsi di accoglienza. Chi invece lo si fa diventare  clandestino ( ad esempio rifiutando il permesso di soggiorno per motivi umanitari)  lo si obbliga a scegliere la via della delinquenza e dell’illegalità. Per amare il prossimo bisogna almeno provare a comprenderlo. Bisogna sporcarsi le mani, entrare in contatto e conoscere le vite di questi poveretti. Cosa che don Angelo Bianchi in questi anni ha sempre cercato di fare. Invece la Lega li ha disumanizzati, è riuscita a far passare come un successo gli oltre 1.000 morti in mare di quest’estate, come se non fossero uomini, mentre sono solo ragazzi nati, per loro sfortuna, in un angolo di mondo più povero».

Il coordinamento del Canavese del Partito Democratico. Documento firmato dai segretari dei circoli di Castellamonte, Cuorgnè, Rivarolo, Valle Orco, Valle Sacra, Val Chiusella, Val Malone, Ivrea, Pavone, Caluso, San Giorgio, Montalto, Strambino.

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