CASTELLAMONTE - La piazza di Spineto intitolata a don Giovanni Conta, indimenticato parroco della frazione - FOTO e VIDEO

| «L'amministrazione ha voluto ricordarlo con l'intitolazione del piazzale da lui tanto desiderato e di cui non ha potuto vedere la realizzazione, certi che da lassù continui a seguire il cammino della sua parrocchia»

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A dieci anni dalla scomparsa, il Comune di Castellamonte ha intitolato questa mattina a don Giovanni Conta la piazza di Spineto. Un doveroso omaggio al parroco della frazione. «Per rigraziarlo di tutto ciò che ha realizzato, per rendere omaggio ad un uomo che ha saputo amare ed animare la vita parrocchiale della frazione Spineto - ha detto il sindaco Pasquale Mazza- l'amministrazione ha voluto ricordarlo, dato il il forte legame con la comunità spinetese, con l’intitolazione del piazzale da lui tanto desiderato e di cui non ha potuto vedere la realizzazione, certi che da lassu’ continui a seguire il cammino della sua parrocchia».

Nominato parroco della frazione Spineto il primo giugno 1968 da Monsignor Luigi Bettazzi, allora Vescovo della Diocesi di Ivrea, don Conta è stato amato sin da subito dai parrocchiani e non solo: sotto la sua guida la Parrocchia Natività di Maria Vergine della frazione Spineto, si ripopola. Con grande determinazione e forza di volontà, il suo ruolo, non solo di pastore ma anche di padre, coinvolge i giovani nelle iniziative parrocchiali. Riesce a dar vita a numerose attività ricreative, sempre supportato  da un gruppo affiatato e crescente di parrocchiani. Si prodiga istituendo un circolo che è inizialmente parrocchiale e che poi diventa ente ricreativo autonomo, fino ad oggi.

La sua voglia di vivere la comunità non si ferma mai e per coinvolgere i più piccoli alla vita cristiana ristruttura i locali ed organizza i corsi di catechismo, affiancato dalle amorevoli ed instacabili catechiste che lo aiutano nel percorso spirituale. A favore dei giovani, dopo la morte dell’adorata mamma, decide di ristrutturare la casa natia di Noasca, nel Parco del Gran Paradiso, e, dopo tanti sacrifici, supportato dalla generosità dei parrocchiani, nel 2005, trasforma l’abitazione in campeggio/centro estivo per i bambini ed i ragazzi della frazione Spineto. «Ca’ Luscina» è il nome assegnato all’abitazione in memoria della mamma. Nonostante la scomparsa del reverendo, annualmente il Gruppo Ricreativo Spinetese organizza il Centro Estivo ove i ragazzi si possono trovare e stare insieme, imparando a collaborare e fare gruppo.

Il sacerdote instaura inoltre un buon rapporto di collaborazione con la Cantoria, che allieta le Messe domenicali e con la Filarmoncia Spinetese, che partecipa attivamente alle ricorrenze e commemorazioni. Compie molte opere di miglioria in Chiesa, dotandola di arredi sacri, di paramenti, di moderni impianti di riscaldamento e di elettricità, organizza gite per grandi e piccini. Negi ultimi anni collabora alla realizzazione del piazzale adiacente la Chiesa Parrocchiale di Spineto. Durante gli anni della malattia, che hanno costretto il sacerdote ad una vita più ritirata, l’intera comunità parrocchiale si è stretta intorno a lui, fornendogli tutta l'assistenza necessaria, continuando ad organizzare i momenti di festa e le attività da lui avviate.

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