CASTELLAMONTE - Licenziato perchè ha il Parkinson: i socialisti scrivono a Mattarella

| Orazio Morgando Vigna, segretario della sezione dei socialisti di Castellamonte, a nome del partito, ha inviato un appello al presidente della Repubblica

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CASTELLAMONTE - Licenziato perchè ha il Parkinson: i socialisti scrivono a Mattarella
Orazio Morgando Vigna, segretario della sezione dei socialisti di Castellamonte, a nome del partito, ha inviato un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per trovare una soluzione al delicato caso di Franco Minutiello, il dipendente della Teknoservice di Castellamonte che è stato licenziato, diversi mesi fa, perchè ha il morbo di Parkinson. «Un caso  molto vicino a noi castellamontesi che deve dar spunto a una discussione seria ed efficace sul problema del lavoro, in particolare sulla tutela dei lavoratori che  vengono colpiti da malattie gravi e, quindi, immediatamente licenziati - dice Morgando Vigna - uno Stato Civile e Moderno come il nostro deve tutelare queste situazioni! Si vedono troppo  spesso, sui quotidiani nazionali, molti casi simili a quello di Franco: dobbiamo agire seriamente, insieme, senza divisioni, senza campanilismi».

«In primavera ho sollecitato,  in qualità di  Segretario di Sezione,  sia il Presidente Sen. Eugenio Bozzello, sia il Segretario Regionale, Sen. Enrico Buemi, -  oltre ad aver portato il caso a conoscenza del Segretario Nazionale, Sen Riccardo Nencini, durante i festeggiamenti per i settanta anni di iscrizione al Partito Socialista del Sen.  Eugenio Bozzello -,  i quali si sono attivati immediatamente e qualche cosa si è mosso ma dobbiamo andare avanti in questa direzione affinché le parole si trasformino in fatti concreti e venga emanata una legge seria a tutela di queste fasce deboli e non solo. Per Franco è in corso una causa al Tribunale di Ivrea, per questa ragione io non voglio in questo momento entrare nel merito, però sono sicuro che la Giustizia Italiana farà il suo corso e sono fiducioso e  convinto che nel 2018 Franco ritroverà quella serenità lavorativa  che ha ingiustamente perso lo scorso Aprile».

Licenziato in tronco dopo dieci anni perché malato di Parkinson. Una vita a spaccarsi la schiena quella di Franco Minutiello, sessantenne di Cuorgnè, nel Torinese, operaio e autotrasportatore, entrato nel 2006 nella ditta che si occupa della raccolta rifiuti in Canavese. Faceva il netturbino, Minutiello: «Quell’occupazione non era il massimo, ma almeno mi dava da mangiare». Poi inizia l’incubo: un giorno di ottobre di tre anni fa, la mano destra ha iniziato a tremare in modo insolito. La diagnosi dei medici è stata implacabile e impietosa: «Ci dispiace, lei ha il morbo di Parkinson». Il 17 marzo 2017, dopo la lunga trafila vissuta tra ospedali, ambulatori, studi medici, gli è arrivato il telegramma della Teckonservice, l’azienda per la quale lavorava fino a meno di un mese prima: «Inidoneo al lavoro». E lui? «Ho sentito la terra franarmi sotto i piedi, è stata una mazzata» dice senza nascondere rabbia e amarezza.  
 
La malattia ha iniziato a manifestarsi 3 anni fa e già nel 2015 è stato un entrare e uscire dagli ospedali. «Mi sono dovuto assentare parecchio per le cure, non stavo bene e non potevo più svolgere la mia attività di netturbino come volevo e come pretendeva l’azienda da me» racconta. Il 17 di febbraio la Teckonservice lo dichiara inidoneo, nonostante lui stesso avesse chiesto di poter accedere alla legge 104 e al part time. «Questo per non gravare troppo sul mio datore di lavoro» racconta. Tutto inutile. Il caso, il 6 marzo, finisce alla Direzione territoriale del lavoro a Torino per un tentativo di conciliazione. C’è la Teknoservice ma lui, quel giorno, non può presentarsi: «Manda una giustificazione, non stava bene» spiega il suo legale. Tutto rinviato al 15, nove giorni dopo. E anche in quell’occasione Minutiello non può andare all’incontro perché è in ospedale per sottoporsi ad una risonanza magnetica. Non ha più appelli e due giorni dopo arriva il telegramma di licenziamento.

«Abbiamo inviato nei giorni scorsi, come Segreteria della Sezione di Castellamonte,  un appello al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella - dice ancora Morgando Vigna - lo scopo della nostra missiva al Capo dello Stato è semplice: quella di portare in evidenza non solo il singolo caso, ma segnalare a Lui, così come abbiamo fatto con il Governo,  la necessità di una legge concreta  a tutela di queste categorie  e segnalare inoltre che i malati di  Parkinson ad oggi non sono nemmeno riconosciuti come tali, sembra davvero assurdo, ma è così».

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