DISASTRO ASA - Fideiussioni sospette? «I sindaci ristabiliscano la legalità»

| Riceviamo e pubblichiamo l'intervento dell'ex deputato Walter Togni in merito alla situazione dell'Asa e, in particolare, al bando di affidamento del servizio di raccolta rifiuti alla Teknoservice

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DISASTRO ASA - Fideiussioni sospette? «I sindaci ristabiliscano la legalità»
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento dell'ex deputato Walter Togni in merito alla situazione dell'Asa e, in particolare, al bando di affidamento del servizio di raccolta rifiuti alla Teknoservice. Bando che è stato più volte al centro di polemiche perchè le fideiussioni presentate dall'azienda non sarebbero state valide. L'autorità nazionale anti corruzione ha confermato questa eventualità, suggerendo al Consorzio Canavesano Ambiente (e ai sindaci) dell'alto Canavese, di intervenire. Dello stesso avviso Walter Togni che, oggi anche in qualità dell'associazione «Ambiente Nord», si è sempre occupato della partita Asa portandola anche all'attenzione del parlamento italiano.
 
«Ho letto quanto scritto dai giornali locali e nazionali sulla questione ASA relativamente alla delibera della Autorità Nazionale anti Corruzione, sull’illegittimità dell’affidamento a Teknoservice del ramo d’azienda e del servizio di raccolta rifiuti.
In primo luogo ritengo che sia esplicito dovere di tutte le Pubbliche Amministrazioni ristabilire lo stato di legalità degli atti, nel rispetto di leggi, regolamento e soprattutto dei cittadini. Come possiamo pretendere che i cittadini  in questo caso canavesani, rispettino le regole se i primi a non farlo sono gli enti e i soggetti preposti a garantire dette regole. Sulle ceneri della storia e del percorso di ASA abbiamo tutti insieme il dovere oggi di sanare quanto evidenziato dall’ANAC, per fare in modo che il canavese abbia un nuovo inizio, costruito sulle fondamenta della trasparenza e della legalità.
 
Spetta quindi al Ministero dello Sviluppo Economico, al Commissario Prof Avv. Stefano Ambrosini, al Consorzio Canavesano Ambiente e ai Sindaci, adempiere a tale compito entro i 30 giorni  previsti dalla delibera dell’Autorità Nazionale anti Corruzione. Il compito lo so è sicuramente gravoso, anche se pienamente fattibile, e di certo tutti i protagonisti non possono permettersi di mantenere ed accettare una palese situazione di illegalità esponendo il territorio a ben più gravi conseguenze. Entrando nel merito della questione  ritengo che il terrorismo mediatico che si è evidenziato in molti articoli sia del tutto gratuito, inutile e dannoso. Dobbiamo infatti ricordare che l’affidamento del servizio, secondo quanto stabilito dalla gara, era SUBORDINATO alla cessione del ramo d’azienda ASA di competenza di Ministero dello sviluppo economico  e Commissario straordinario nominato dal ministero stesso.
 
Va da se che l’annullamento della cessione del ramo d’azienda comporterà di conseguenza anche l’annullamento dell’affidamento del servizio di raccolta; CCA e Sindaci saranno in tal caso obbligati a revocare tale affidamento in virtù di una decisione presa a monte,  esonerandoli, di fatto, da ogni possibile richiesta risarcitoria. Stessa condizione varrà per il Ministero dello Sviluppo Economico che, avendo incaricato un Commissario, potrà semplicemente “prendere atto” dell’errore e dell’illegittimità chiedendo allo stesso di intervenire per ripristinare la legalità dell’operazione. Per quanto poi la situazione riguardi esclusivamente il Commissario  e il Ministero  appare comunque  evidente che un eventuale azione legale di Teknoservice sarebbe perlomeno azzardata e sicuramente non avrebbe ricadute negative sui cittadini non riguardando i sindaci e il consorzio dei comuni che avrebbero solo fatto il proprio dovere per ristabilire lo stato di legalità sul loro territorio. Non vedo inoltre nessuna particolare difficoltà nell’annullamento dell’aggiudicazione del servizio e nel subentro a chi segue in graduatoria. E’ un processo che avviene costantemente in tutta Italia in occasione di una nuova aggiudicazione ad una gara d’appalto e non mi sembra che si verifichino casi di abbandono di rifiuti e di emergenze igieniche sanitarie.
 
Chi adduce scuse di eventuali disservizi a seguito di un passaggio ad altro gestore sicuramente ha a cuore il bene del suo  territorio, ma si espone inevitabilmente a legittimi dubbi riguardo a dette scusanti che non hanno nulla a che vedere e semmai sono in subordine al ripristino della legalità e inoltre dimostra di  non conoscere gli effettivi obblighi che legano il gestore della raccolta e il subentrante, obblighi che arrivano addirittura alla precettazione prefettizia  in caso di inadempienza per garantire il servizio di raccolta.
 
Ho sentito più volte affermare, soprattutto da cariche pubbliche, che l’Autorità Nazionale anti Corruzione non ha poteri revocatori ma tuttalpiù può solo comminare sanzioni amministrative e perciò non succederà nulla se non pagare eventualmente una multa (tanto sono sodi pubblici che comunque non dovranno ricadere sui cittadini). Questo sicuramente è esatto ma si dimentica che ANAC è nata proprio per vigilare su anomalie e illegalità negli appalti pubblici, per segnalarli e facilitare il compito a chi ha potere di intervenire per sanare tali illegalità, siano essi Sindaci, Consorzi, Ministeri, Commissari straordinari , Procuratori della Repubblica o Prefetti. Chi sostiene che il parere di ANAC non conta delegittima l’Autorità, la Giustizia, le Leggi e la Legalità.  Oggi ci troviamo sul piatto il conto (salato) del lodo ASA, i sindaci stanno giustamente  facendo di tutto per evitare ai loro comuni il dissesto finanziario , si recano in Regione per chiederne il supporto ed evitare il fallimento, ebbene se non si interviene su quanto decretato da ANAC come possiamo pensare che la Regione ci supporti se per primi dimostriamo di essere  poco attenti al rispetto delle Regole e delle Leggi?».
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