FORNO - Arrivano i profughi, scatta l'allarme in paese

| La minoranza attacca il Comune ma è stato un privato a mettere a disposizione la propria abitazione per l'emergenza migranti

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FORNO - Arrivano i profughi, scatta lallarme in paese
L’enorme quantità di profughi che raggiungono le nostre coste sta creando contrasti a livello sia nazionale che europeo. Ora anche Forno Canavese è in allarme. In queste ore si è diffusa la notizia dell'arrivo di alcuni migranti sul territorio del Comune e fin da subito sono proliferate le reazioni allarmate dei fornesi. Inizialmente si è parlato dell'arrivo di circa settanta persone. In realtà pare siano una decina. In brevissimo tempo il Comune ha ricevuto moltissime richieste di chiarimenti e di informazioni dai cittadini preoccupati. E’ stato però un privato a mettere a disposizione di una cooperativa lo spazio per ospitare questi migranti, il Comune ha solo potuto prenderne atto. Oggi è anche stata presentata dal gruppo guidato da Giampaolo Gioannini un’interrogazione che sarà discussa nel prossimo consiglio.
 
«Noi non siamo contrari ad accogliere chi ne ha bisogno - scrivono i consiglieri di Impegno civile per Forno nella premessa - bisogna farlo però sapendo innanzitutto chi è l’ospite, se si è in grado di accoglierlo come si deve ma soprattutto che questa ospitalità non vada a discapito della sicurezza, della libertà e della salute “nostra” e dei cittadini, i quali, devono essere tutelati. Bisogna inoltre ricordare e fare in modo che sia l’ospite ad adattarsi ai nostri usi e costumi, non il contrario». Poi, per rendere meno forte il resto, «Lo stabile che pare sia destinato ad ospitare i rifugiati, è situato in pieno centro ed accanto alle 2 banche principali, ai negozi ed alle poste, alla chiesa, cosa sarà dei nostri anziani che andranno a prendere la pensione, con quale sicurezza potranno muoversi. Le nostre mogli e le nostre figlie ed i nostri figli, con quale libertà potranno ancora muoversi, passeggiare liberamente se non sappiamo chi abbiamo ospitato. Abbiamo pensato inoltre all’impatto negativo che questa decisione potrebbe creare al commercio ed ai piccoli negozi del paese».
 
I dubbi sull’identità dei nuovi arrivati sono normali e comprensibili, ma può suonare leggermente «razzista» (e affrettato) supporre un così grande rischio per la sicurezza pubblica. Soprattutto in virtù degli esempi, per fortuna positivi, che arrivano da altri Comuni della zona, Rivarolo in primis. E’ chiaro che queste persone, nel passaggio dai centri di prima accoglienza sono state identificate, registrate e scelte prima di essere distribuite sul territorio nazionale. Altre delle domande presentate dai consiglieri sono invece più che legittime e riguardano le modalità con cui il Comune ha deciso di affrontare l’inserimento di queste persone e se sia stata valutata la possibilità di impiegarli per servizi utili per la comunità: vista la situazione dei cantonieri di Forno, un’idea viene subito alla mente. (p.f.)
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