IVREA - Crisi politica: «Non si scherza con le istituzioni»

| Nel comunicato unitario della minoranza consiliare eporediese duro attacco al sindaco Carlo Della Pepa dopo il ritiro delle dimissioni

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IVREA - Crisi politica: «Non si scherza con le istituzioni»
Ecco il comunicato unitario della minoranza consiliare di Ivrea letto in consiglio l'altra sera prima della mozione di fiducia, approvata dalla maggioranza di centrosinistra, che ha sancito il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa.
 
«Nel Consiglio Comunale del 10 ottobre scorso è stata presentata, dall'intera minoranza, una mozione che chiedeva la revoca della nomina, da parte del Sindaco, del presidente della Fondazione Guelpa secondo quanto stabilito dallo Statuto dello stesso ente. La votazione ha visto 9 voti a favore, 5 contrari, una scheda bianca e l'uscita dall'aula del capogruppo PD. Un risultato chiaro e netto della volontà dell'Assemblea eletta dai cittadini che non lascia alcun dubbio. E' importante ricordare che l’esigenza di  tale mozione è scaturita in seguito alla Conferenza dei capigruppo del 5 ottobre scorso nella quale sono stati ascoltati in audizione il CdA della fondazione stessa e il suo presidente. Riunione dalla quale è emersa chiaramente una frattura divenuta incolmabile tra il Presidente della Fondazione e tutti i capigruppo presenti (mancava il solo De Stefano). In quella seduta l’Istituzione del Consiglio Comunale di Ivrea, rappresentato dai capigruppo, è stata più volte svilita dall'atteggiamento ostile e irrispettoso del presidente della Fondazione Guelpa.
 
Nonostante tutto questo sia stato esplicitato nel Consiglio Comunale del 10 ottobre il Sindaco alla fine della seduta ha rassegnato, di sua iniziativa e senza che gli venissero chieste da nessuno, le proprie dimissioni. Nei giorni seguenti si è consumato, prima nella sede regionale e poi in quella locale, il regolamento di conti all’interno del partito di maggioranza dal quale è chiaramente emerso che a tirare le fila del governo della città risulta essere la segreteria regionale del partito democratico e non chi legittimamente è stato eletto Sindaco di Ivrea. Il primo cittadino si limita ora a recitare una parte nella quale è stato obbligato a ritirare le proprie dimissioni nonostante il suo reiterato rifiuto di non assecondare quanto richiestogli, a stragrande maggioranza, dal suo Consiglio Comunale. Si è così aperta una frattura macroscopica e insanabile, tra il Consiglio Comunale e il Sindaco, venendo meno  quello spirito di rispetto istituzionale che finora ha caratterizzato questa assise. D’ora in avanti il Consiglio Comunale di Ivrea non  potrà essere più lo stesso.
 
Questa sera è stato convocato un irrituale Consiglio Comunale per dare la fiducia ad un Sindaco che non è mai stato sfiduciato o che al massimo si è sfiduciato da solo. Un paradosso. E lo si è fatto attraverso uno strumento, la mozione di fiducia, che non esiste nell'impianto normativo inerente gli enti locali. La decisione, infatti, di dimettersi prima e di ritirare le dimissioni poi è strettamente personale e noi abbiamo più volte richiesto al Sindaco, non ultimo nella Conferenza dei capigruppo di lunedì scorso, che qualora fosse intenzionato a revocare le proprie dimissioni, lo facesse in autonomia evitando di forzare la mano e ricorrendo alla platealità richiedendo di convocare un inutile Consiglio Comunale che, oltre tutto, ha pure dei costi che si sarebbero potuti tranquillamente risparmiare. Un Sindaco palesemente subalterno al presidente di una fondazione e alla segreteria del partito al quale è iscritto non ci può lasciare indifferenti come consiglieri comunali, ma soprattutto come Cittadini. Un Sindaco che perde di vista il bene della città, ma che si preoccupa di assecondare soggetti esterni più che gli organismi istituzionali individuati dalla legge per amministrare democraticamente un Comune.
 
Non si può scherzare con le istituzioni facendo finta che nulla sia accaduto. Invece di seguire la volontà del Consiglio Comunale si è preferito difendere interessi a noi sconosciuti e questo ha fatto sì che la minoranza tutta abbia deciso di redigere il presente comunicato unitario di totale dissenso riguardo questo comportamento. Ribadiamo la nostra preoccupazione per la deriva democratica che da qualche tempo caratterizza questo esecutivo e la maggioranza che lo supporta suggellata dal reiterato rifiuto, da parte del presidente della Fondazione, di consegnare la documentazione richiesta fin dal 2014 motivando tale gesto con argomenti pretestuosi clamorosamente smentiti oggi, poche ore prima del Consiglio Comunale, quando, nella quasi totalità, ci è stata trasmessa tramite posta elettronica certificata.
 
Se qualcuno pensa che la mozione presentata questa sera dal partito democratico possa cancellare tutto quanto accaduto compie un grave errore di valutazione perché avallando la decisione del Sindaco di non rimuovere il Presidente della Fondazione dal suo incarico l'intera maggioranza si assumerà la responsabilità politica e non solo di questa inopinata decisione. Visto che l'inutile mozione presentata questa sera è finalizzata esclusivamente a gettare un velo sulla grave decisione del primo cittadino di non assecondare la volontà del Consiglio Comunale l'intera minoranza, non riconoscendo la legittimità politica della triste e patetica messa in scena, abbandonerà l'aula in segno di protesta e non parteciperà al voto di un documento inutile e dannoso per il bene della città».
 
I Consiglieri Comunali (in ordine alfabetico): Blasotta Pierre, Borla Diego, Comotto Francesco, Gambone Elvio, Gilardini Tommaso, Tognoli Alberto.
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