IVREA - Lettera di Pescarin: «Affronto il giudizio con serenità»

| Intervento dell'ex presidente di Aeg, la più grande Cooperativa italiana di servizi energetici che serve diversi Comuni del Canavese

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IVREA - Lettera di Pescarin: «Affronto il giudizio con serenità»
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'ex numero uno di Aeg Coop, Ivan Pescarin, inerente all’azione di responsabilità avviata dall’odierno consiglio di amministrazione dell'azienda di Ivrea che fornisce servizi in molti Comuni del Canavese.

«Di fronte alla situazione venutasi a creare, credo che in primo luogo sia opportuno rimarcare come il sottoscritto abbia evitato di prendere posizioni “mediatiche”, rilasciando interviste e facendo altisonanti dichiarazioni, e tutto ciò nell’interesse soprattutto della Cooperativa, alla quale ha dedicato vent’anni di entusiasmi e di attività. Ed è per questo che ho prescelto di far conoscere direttamente il mio pensiero indirizzandovi questa lettera. Con il mio legale l’avv. Fabrizio Benintendi di Torino abbiamo scelto di adottare quello che comunemente si definisce un “basso profilo”, nella ferma convinzione che la legittimità del mio operato, sempre improntato a perseguire gli interessi dei soci e della Cooperativa, sarà accertata nelle sedi opportune, ovvero dal Tribunale competente, e qui otterrà quella “giustizia” tanto invocata - e non sempre a ragione - da tutti. E’ ormai evidente che io sia rimasto coinvolto in una manovra politica la cui conclusione non sembra esser chiara neppure a chi ha deciso di attuarla.

Gli stessi titoli dei giornali esaltano una situazione che ha dell’incredibile e cioè che l’unico responsabile dell’epilogo di un contratto, il cui negativo risultato è conseguenza di vicende successive alla firma , possa essere l’ing Pescarin. Difatti il pensare che l’unico responsabile del disavanzo generatosi con il contratto Tradecom sia il sottoscritto, denota una volontà persecutoria non certo finalizzata a risolvere i reali problemi della Cooperativa, quanto forse a distogliere le attenzioni dei soci da odierne scelte, involutive rispetto allo sviluppo impresso nei 15 anni sotto la mia presidenza, che onestamente non condivido.
 
Quello che mi preoccupa - e che forse dovrebbe far riflettere - sono le conseguenze di questo attacco che, come ho già detto, certo non giova alla Cooperativa, e potrebbe rivelarsi un “boomerang”. Forse, nel portare avanti delle strategie bisognerebbe anche contemplare la possibilità che, non solo non possano sortire effetti desiderati, ma anche che possano tradursi in sconfitte economiche e soprattutto d’immagine danneggiando non solo la Cooperativa ma anche i suoi soci. Difatti non credo di svelare alcuna futura mossa se fin d’ora dichiaro che nel difendermi in giudizio ovviamente chiederò il risarcimento di tutti i danni che l’iniziativa, che fino ad ora non ho mai qualificato con gli aggettivi che forse meriterebbe, mi ha creato e crea ancora oggi a me ed alla mia famiglia anche in ragione del clamore destato e delle cifre in gioco.
 
E’ tale la mia volontà di essere trasparente che paradossalmente se l’azione non fosse stata intrapresa dalla Cooperativa, non avrei fatto cadere nel nulla le gravi accuse mossemi ed avrei trascinato quest’ultima in Tribunale per cercare, attraverso la giustizia nella quale ho sempre creduto, di ribadire la piena ed assoluta assenza di responsabilità nelle mie scelte fatte. Per quello che attiene al merito gestionale della vicenda si dovrà procedere all’esame dei fatti, fino ad oggi tralasciati, coinvolgendo, anche in termini di responsabilità, tutti i soggetti che vi hanno partecipato direttamente o indirettamente ipotizzando, ove accertata la sussistenza della colpa di taluno, la condanna del medesimo al risarcimento di tutti i danni patiti anche dal sottoscritto.
 
In altre parole è certo che mi avvarrò degli strumenti processuali concessimi per coinvolgere tutti i soggetti interessati, cercando di chiarire quelle colpe, assolutamente presunte, che i miei accusatori cercano di addossarmi e di ribadire e far accertare la legittimità del mio operato che, come vi è noto, è sempre stato improntato a far crescere la Cooperativa a vantaggio di tutti i soci. Finalità, queste, che oggi mi sembrano sfumate a vantaggio di scelte politiche non certo foriere di tangibili risultati economici per la nostra cooperativa. Affronterò il giudizio con estrema serenità ed alla luce dei fatti nel loro reale accadimento storico emergerà la verità sulla vicenda Tradecom e sul comportamento tenuto dall’ing. Pescarin in allora vostro Presidente».
Politica
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