IVREA - Striscione sulla sede di Comdata contro i sindacati: dura reazione di Rifondazione Comunista

| Uno striscione dal testo piuttosto pesante contro i sindacati è stato affisso l'altra sera dal gruppo «Rebel Firm» di Ivrea. Oggi è arrivata la risposta del circolo di Rifondazione. Lo striscione ha coperto la scritta «Olivetti»

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IVREA - Striscione sulla sede di Comdata contro i sindacati: dura reazione di Rifondazione Comunista
Uno striscione dal testo piuttosto pesante contro i sindacati è stato affisso l'altra sera dal gruppo «Rebel Firm» di Ivrea sulla sede di Comdata a Palazzo Uffici. «La situazione di sfruttamento dei lavoratori precari prosegue ormai da troppi anni nel più totale silenzio di istituzioni locali e di sindacati rossi - dicono dal gruppo di destra - i quali si rivelano incapaci di intraprendere lotte per la giustizia e per i diritti dei lavoratori, tradendo in questo modo questi ultimi. La lotta al precariato deve essere portata avanti in maniera radicale, senza compromessi, e soprattutto senza il bisogno che uno scandalo lavorativo finisca agli onori delle cronache su reti nazionali».

Il riferimento va al servizio andato in onda su RaiTre a firma della trasmissione tv Report che ha nuovamente acceso i riflettori sulle condizioni di lavoro all'interno dell'azienda. Contro l'iniziativa di Rebel Firm (foto sotto tratta da Facebook) è arrivata oggi la risposta del circolo di Rifondazione Comunista di Ivrea e del Canavese.

«Ancora una volta Ivrea è teatro di incursioni di organizzazioni di ispirazione neofascista che sfruttano i diversi malcontenti indirizzando generiche accuse verso precisi obiettivi tipici bersagli di queste formazioni (immigrati, antifascisti, sindacati, istituzioni democratiche). Dopo il triste episodio delle ronde di Casa Pound alla Fiorana, sono stati presi di mira il Movicentro, con un’ispezione della stessa organizzazione e la sede di Comdata Ivrea a Palazzo Uffici, con l’esposizione di uno striscione firmato Rebel Firm, gruppo neofascista eporediese già noto in Città nelle recenti cronache estive e al centro di una vivace polemica per un incontro pubblico con una esponente istituzionale eporediese a settembre che ha dato loro una visibilità altrimenti insperata.

E’ questo ultimo episodio e la rivendicazione conseguente che tradisce ed evidenzia la profonda e radicata natura fascista di queste iniziative, infatti nel testo vengono additati come “principali responsabili” della situazione di Comdata, le “istituzioni locali e i sindacati rossi”. Ora, non siamo certo qui per difendere chicchessia, ma riteniamo che le principali responsabilità siano da ricercare in primis nella gestione aziendale e ancor più di un sistema di sfruttamento diffuso in tutto quel settore, praticato utilizzando leggi e normative che sono state prodotte e applicate negli ultimi vent’anni. Non a caso, tutti elementi passati molto in sordina nell’azione di denuncia degli attivisti di Rebel Firm, ricordando così chi che nel buio ventennio di regime fascista, veniva pagato dai “padroni” per intervenire coi manganelli contro i lavoratori che osavano organizzarsi e scioperare».

Per Rifondazione è «penoso e di nessuna utilità per le lavoratrici e i lavoratori, speculare politicamente su queste situazioni, vissute ogni giorno sulla pelle di uomini e donne che lavorano in quelle condizioni. Ben vengano le denunce mediatiche di Report, se possono essere di supporto alle Parti Sociali (di qualsiasi colore). Chiediamo infine alle forze di vigilanza preposte un maggiore controllo democratico del territorio. Vigilanza aziendale sempre tempestiva a chiedere alle forze sindacali di togliere le bandiere, ma che ha lasciato tranquillamente installare uno striscione sulla facciata di Palazzo Uffici a coprire la scritta Olivetti».

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