OZEGNA - Lavoratore in nero: il tribunale condanna il Comune

| Sulla vicenda che ha visto soccombere l'amministrazione riceviamo e pubblichiamo l'intervento del sindaco Enzo Francone

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OZEGNA - Lavoratore in nero: il tribunale condanna il Comune
Il cantoniere non era stato pagato. Alla fine il Comune di Ozegna è stato condannato, in primo grado, dal tribunale di Ivrea. Sulla vicenda ha deciso di intervenire l'attuale sindaco Enzo Francone di cui pubblichiamo l'intervento.

«Purtroppo la sentenza del Giudice ci condanna inequivocabilmente per lavoro nero e il nostro Comune probabilmente sarà  condannato a pagare una cifra che si avvicina ai 50.000,00 euro, con i tempi che corrono c’è veramente da piangere, siamo arrivati alla fine di un contenzioso iniziato con la passata legislatura e si è concluso in questi giorni, a questo punto pensiamo sia doveroso fare chiarezza di come si sono svolti i fatti. Il Sig. A. L. si era presentato in Comune chiedendo di essere aiutato perché era senza dimora e non aveva nessuna fonte di sostentamento è una persona sana e robusta che avrebbe anche potuto trovarsi un lavoro ma la sua condizione pensiamo sia dovuta  ad una sua scelta di vita. Come di consueto in questi casi il Comune indirizza il soggetto presso gli assistenti Sociali del Consorzio In Rete con il quale era consorziato , dopo un certo periodo il Consorzio  invitava il Comune a trovare una soluzione per aiutare in modo concreto la persona indigente, la passata  Amministrazione con la delibera di giunta Comunale N°34 de18/07/2008  decise di attuare un progetto che permettesse nei termini consentiti dalla legge di aiutare questa persona e allora fu affittato un monolocale , e il Comune si accollò le spese di riscaldamento , luce  i pasti e quando il Consorzio cessò l’erogazione del contributo mensile in denaro, il comune con l’aiuto delle associazioni gli fece trovare sempre qualche Euro per i vizi, penso che l’Amministrazione di quel tempo abbia fatto veramente un’opera meritoria. 
 
Va da se che il Sig. A. L. per riconoscenza verso il Comune cercò per quanto possibile di rendersi disponibile facendo servizio di volontariato assieme ai “Nonni Vigile “ e qualche volta vedendo il Cantoniere in difficoltà prendeva la scopa e aiutava a ripulire qualche via del paese , come del resto fanno tutte le persone indirizzate presso il Comune dai centri Sociale o dal tribunale per lavori Socialmente utili,  ma non era certo alle dipendenze del Comune, era un atto volontario di gratitudine.
 
Poi per motivi che non conosciamo è nato un contenzioso tra le parti e Il Sig. A. L. ha presentato una denuncia presso i carabinieri di Rivarolo, accusando il Comune di averlo fatto lavorare senza retribuzione, un  Sindacato ha  messo a disposizione dell’Aresu un Avvocato per intentare una causa di lavoro nero senza neanche informarsi presso il Comune di come si erano svolti i fatti,  due persone  testimoniano sotto giuramento che lo vedevano lavorare per il paese durante le varie ore del giorno e la frittata è fatta , comincia il dibattito e dopo aver sentito certe testimonianze il Giudice alla luce dei fatti non ha avuto difficoltà a condannare il nostro Comune , la passata Amministrazione  con un po’ più di accortezza ,  avrebbe dovuto  segnalare agli organi competenti la disponibilità del Sig. A. L. con il  progetto di lavoro  previsto e purtroppo non finalizzato che avrebbe permesso  di fare piccoli lavoretti come le persone che per vari motivi vengono  a fare dei lavori per il Comune , inviati dal Tribunale o dai centri Sociali, mancando quel progetto anche quel poco lavoro fatto dal Sig. A. L. ha pesato sul giudizio del Giudice.
 
Il Comune  opporrà  ricorso alla condanna del tribunale e se si dovrà rispettare la Sentenza e pagare quanto richiesto,  come atto dovuto inoltrerà gli atti alla Corte dei Conti che valuterà  se ci saranno dei responsabili  da perseguire e che dovranno rimborsare il Comune.
 
Le conclusioni sono che il Comune ha aiutato una persona in difficoltà e in cambio ha avuto una denuncia dalla persona aiutata, probabilmente pagherà la somma richiesta con i soldi dei contribuenti, penso che gli Ozegnesi saranno riconoscenti al Sig. A. L.  e alle persone che hanno creato e appoggiato questa ignobile e vergognosa situazione. Aggiungo ancora per dovere di cronaca che le persone che tutt’oggi aiutano  il Sig. A. L. stiano attente a non fargli fare nessun lavoro in cambio perché potrebbero trovarsi anche loro denunciati per lavoro nero. E’ certamente una pagina molto triste che un fatto del genere strumentalizzato ad arte  condanni il Comune a pagare una cifra così elevata per aver aiutato una persona in difficoltà, alla luce dei fatti il sig. A. L.  non si è certamente meritato l’aiuto che ha ricevuto dagli Ozegnesi».
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