PONT - «Sandretto non era Olivetti»: la minoranza si astiene

| Sulla cittadinanza onoraria a Dino Sandretto, tre consiglieri d'opposizione su quattro non hanno votato a favore del riconoscimento

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PONT - «Sandretto non era Olivetti»: la minoranza si astiene
Cittadinanza onoraria a Dino Sandretto? La minoranza non ci sta. Tre consiglieri su quattro si sono astenuti. Ecco l'intervento di Maria Grazia Trucano, capogruppo di «Tempo di cambiamento» che ha annunciato il dissenso delle opposizioni alla decisione del sindaco Paolo Coppo e della sua giunta. 
 
«In qualità di capogruppo di minoranza esprimo dissenso su questa proposta, per più ordini di motivi. In prima istanza, non posso che rilevare che solo poco tempo fa, in occasione della discussione circa il nuovo regolamento per l’assegnazione delle cittadinanze onorarie, avvenuta nell’ultimo Consiglio Comunale, in risposta alla domanda rivolta dal collega di minoranza Barinotto, circa eventuali previsioni di future attribuzioni, venne dichiarato che si trattava solo di un adempimento necessario e che eventuali candidature sarebbero state preventivamente discusse. Non è trascorso molto tempo e già ne viene proposta una. Nel merito, mi permetto di osservare che riterrei più corretto, poiché non sussistono ragioni di particolare contingenza che vincolino il Consiglio Comunale ad assumere una decisione questa sera, poter disporre di una rosa di candidati meritevoli, sulla quale trovare una convergenza di assensi.
 
In secondo luogo, leggendo le motivazioni sottese alla proposta, mi permetto di rilevare che, pur non volendo assolutamente porre in discussione le capacità imprenditoriali del sig. Sandretto, che immagino non abbiano necessità di essere qui descritte, credo che il senso dell’attribuzione di una cittadinanza onoraria sia legato al riconoscimento di meriti fuori dal comune, riconducili a pensieri illuminati ed opere particolarmente meritevoli. In un’altra realtà, ebbi modo di assistere all’attribuzione della cittadinanza onoraria alla sig.ra Aung San Suu Kyi. Ebbene, in tale frangente non un solo consigliere comunale ebbe da ridire sul nominativo proposto, poiché i suoi meriti sono stati talmente eccezionali da essere riconoscibili da chiunque ritenga la democrazia e la libertà beni irrinunciabili. Tuttavia, comprendo che una piccola realtà quale quella del comune di Pont voglia necessariamente far riferimento a figure che, pur estremamente significative, abbiano un profilo di riferimento meno esclusivo.
 
In questo caso, converrete con me che esistono significativi esempi a cui riferirsi anche in ambiti locali molto ravvicinati.
Non credo, infatti,  esistano dubbi sul fatto che gli alti meriti che prima citavo siano ascrivibili ad un imprenditore quale fu Adriano Olivetti, attuatore di un'esperienza di fabbrica nuova ed unica al mondo per il periodo storico in cui è vissuto. La sua idea di equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, di un’organizzazione del lavoro in cui la felicità collettiva generava efficienza, fece di lui una figura di modernità assoluta. Ecco, mi pare che l’esperienza di Pont, non si inserisca puntualmente all’interno del percorso tracciato da Olivetti, anche se la sua esperienza è così geograficamente vicina; ritengo il tentativo di  revisione storica, volto a collocare in una luce esclusivamente positiva le vicende legate all’azienda Sandretto poco opportuno, anche alla luce del fatto che i dipendenti della medesima, dopo un lunghissimo periodo di cassa integrazione, sono stati appena avvisati della cessazione dell’attività.
 
Non penso sia necessario dilungarmi oltre, credo di aver argomentato con sufficiente chiarezza quali siano le motivazioni che mi inducono ad astenermi da qualunque decisione in merito all’assegnazione di una cittadinanza onoraria, senza poter effettuare un’adeguata e significativa comparazione di candidature. Chiudo pertanto facendo appello ai miei colleghi di minoranza affinché aderiscano a questa mia scelta».
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