RIVARA - Sul micronido, Quarelli contro la minoranza

| Il sindaco: «La verità è che alcune persone seguono la logica del no. Per loro qualunque progetto è sbagliato»

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RIVARA - Sul micronido, Quarelli contro la minoranza
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del sindaco di Rivara, Gianluca Quarelli, sollecitato dalla risposta dell'autorità nazionale anticorruzione in merito al tanto discusso progetto del micronido. Progetto che resta nelle priorità dell'amministrazione comunale in carica.

«In questi mesi ho avuto modo di ascoltare e leggere attacchi, commenti, conteggi e valutazioni. Ho deciso di farlo in silenzio, nella convinzione che le polemiche, specie se pretestuose, vadano sgombrate dai fatti più che dalle  parole. Ora è giunto il momento di fare chiarezza. In primo luogo è dal 2009 che la nostra Amministrazione studia la possibilità di realizzare a Rivara un asilo nido e ne è testimone l’inserimento di quest’opera già nel nostro primo programma elettorale. L’origine di questa scelta risiede naturalmente nel desiderio di offrire ai nostri cittadini un servizio che al momento deve essere ricercato altrove, presso strutture, pubbliche o private che siano, ubicate in altri paesi, con conseguente disagio in termini di spostamento e di penalizzazione in occasione della formazione delle graduatorie di accesso.
 
Permettetemi dunque di fare un piccolo passo indietro. Il Comune di Rivara ha ottenuto nel 2014, direttamente dal Governo, la possibilità di derogare al patto di stabilità per una cifra di 237.000 € al fine di realizzare l’asilo in questione. Si tratta di fondi comunali che al momento sono in giacenza presso la tesoreria unica della Banca d'Italia e non possono essere in alcun modo utilizzati. Si potrebbero usare per interventi sulle scuole elementari? No. Sulla scuola materna? No. Sulla strade? No. Su qualsiasi altro progetto? No. Possono essere impiegati unicamente per la realizzazione di un asilo nido. Altrimenti rimarranno bloccati in Banca d'Italia senza nemmeno produrre interessi.
 
La struttura che abbiamo in mente non sarà gestita da dipendenti pubblici ma verrà affidata in gestione ad operatori privati attraverso una procedura di selezione pubblica, con il duplice scopo di ridurre i costi di gestione e raggiungere quei livelli di servizio che solo il gestore privato può garantire. Niente carrozzoni pubblici dunque e neanche rischi per la tenuta dei conti comunali.
 
 
A coronamento delle polemiche di cui sopra il gruppo di minoranza di Rivara ha perfino deciso di denunciare il Comune di Rivara all'Autorità Nazionale Anticorruzione sulla scorta di chissà quali presunti illeciti. Oggi l’Anticorruzione ha risposto che “non si rilevano margini di intervento da parte di questa Autorità”. E come avrebbe potuto essere altrimenti visto che i lavori nemmeno sono stati affidati? Tanto rumore per nulla verrebbe da pensare? E invece no. Grazie alla zelante azione della nostra minoranza numerosi funzionari pubblici, pagati dai contribuenti, hanno perso settimane ad analizzare faldoni e faldoni di carta invece di occuparsi di combattere davvero la corruzione. Ma che importa in fondo? Basta mezz’ora per scrivere una lettera di denuncia e si possono guadagnare almeno una mezza dozzina di titoli sui giornali... La verità è che alcune persone seguono quella che io chiamo la "logica del no".
 
Per queste persone qualsiasi progetto è a priori sbagliato, qualsiasi investimento non andrebbe fatto, ogni scelta porterà disgrazie e in fin dei conti è preferibile non fare niente e non toccare niente, perché se è vero che le cose vanno male, se si cerca di cambiarle finiranno per andare peggio. Noi non apparteniamo a questo genere di persone, noi le cose vogliamo cambiarle e cambiarle in meglio. A volte con i piccoli gesti, a volte con i grandi investimenti. In questi anni lo abbiamo dimostrato, nonostante la crisi, nonostante la burocrazia soffocante, nonostante i milioni di problemi che hanno rallentato il nostro operato. Noi crediamo che lo Stato, quello con la S maiuscola esista davvero e debba essere protagonista nel rilanciare l'economia.
 
Noi crediamo che investire sul nostro territorio sia anche un modo per dare lavoro alle imprese ed alimentare quell'indotto che garantisce a tante famiglie uno stipendio a fine mese. Noi crediamo che in questo momento avere un fondocassa fermo e immobile nella tesoreria della Banca d'Italia non sia una virtù ma un peccato mortale. Noi crediamo che creare anche solo un posto di lavoro sia un traguardo. Noi crediamo che questo sia il compito dell'Amministratore pubblico, soprattutto in tempi di crisi. Crediamo anche che più di mille parole contino le azioni, ed è per questo che non seguiranno altri comunicati su questo tema. Se ne è già parlato troppo, spesso a torto e in malafede. È tempo che le parole lascino spazio ai fatti».
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