RIVAROLO - Decreto sicurezza, associazioni scrivono al sindaco Rostagno: «Rivarolo da che parte sta?»

| «Invitiamo il nostro sindaco ad assumere decisioni nell'interesse di tutti che non ledano i diritti di tutte le persone presenti sul territorio, mantenendo quello spirito di solidarietà e di integrazione patrimonio della città»

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RIVAROLO - Decreto sicurezza, associazioni scrivono al sindaco Rostagno: «Rivarolo da che parte sta?»
Alcune associazioni di Rivarolo Canavese hanno scritto una lettera al sindaco Alberto Rostagno sul decreto sicurezza. Le associazioni sottolineano la preoccupazione di andare a creare una «popolazione fantasma, abbandonata a se stessa e privata dei diritti fondamentali garantiti da un paese democratico, con conseguente più facile contatto con chi è interessato a perseguire interessi malavitosi». In tal senso l'appello riguarda Rivarolo anche perchè le associazioni chiedono al sindaco quale posizione intende prendere nei confronti del decreto sicurezza. Firmano la richiesta l'associazione L’Allea, Avulss “D. Naretto”, Azione Cattolica Rivarolo, Anpi, “Il Buon Samaritano” Onlus.

«In questi giorni si è parlato molto del decreto sicurezza, che impone ai sindaci di non iscrivere più nell’anagrafe cittadina i migranti richiedenti asilo per motivi umanitari e economici. Molti sindaci hanno dichiarato di non voler applicare le norme in contrasto con la nostra Costituzione, e presidenti di regioni intendono fare ricorso alla Corte Costituzionale in merito ad alcune parti del decreto ritenute lesive dei diritti delle persone. L’impugnazione però ha tempi di risposta molto lunghi mentre le norme volute dal ministro degli interni deteriorano da subito pesantemente il livello di garanzie, il sistema di accoglienza e quello di integrazione degli immigrati bisognosi di protezione.

Tutto ciò comporterà un arretramento dei diritti costituzionali e internazionali, nonché del buon senso, perché, scaduto il permesso di soggiorno, molti immigrati saranno fuori dall’anagrafe senza sanità, lavoro, casa. Fuori da tutto senza protezione umanitaria, e i più vulnerabili saranno spinti verso forme di esclusione sociale. Sarebbe una pericolosa involuzione del nostro sistema democratico togliere i diritti, la libertà e la solidarietà, principi sanciti dalla nostra Costituzione. A volte per mera propaganda politica si emanano decreti “forti” senza prevederne le conseguenze devastanti.

La destrutturazione degli SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati del Ministero dell’interno per l’accoglienza e l’integrazione) fa aumentare l’irregolarità di quei migranti che non avranno più alcuna tutela giuridica. Smantellare lo SPRAR e cancellare la protezione umanitaria significa rifiutare l’integrazione e trasformare in “fantasmi” decine di migliaia di persone in cerca di sicurezza, lasciandole per strada in balia della disperazione ottenendo in questo modo un risultato contrario a quello perseguito dal ministro degli interni. Siamo preoccupati per le conseguenze nefaste per i migranti e per le nostre Comunità. Pertanto invitiamo il nostro Sindaco ad assumere decisioni  nell’interesse di tutti che non ledano i diritti di tutte le persone presenti sul nostro territorio, mantenendo quello spirito di solidarietà e di integrazione patrimonio comune della nostra Città».

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