RIVAROLO - I dubbi del comitato sulla centrale a biomassa

| Non bruciamoci il futuro ribadisce la necessità di un sistema che garantisca la totale trasparenza dei controlli

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RIVAROLO - I dubbi del comitato sulla centrale a biomassa
Una raffica di domande sono state poste ai tecnici di Arpa e Provincia, da parte del comitato Non bruciamoci il futuro, nel corso dell'incontro organizzato dall'amministrazione comunale che si è tenuto la scorsa settimana a palazzo Lomellini. Mancano, al momento, copia delle relazioni sulla tipologia e l'origine della biomassa bruciata nella centrale e i verbali dei sopralluoghi dell'Arpa, che il comitato ha richiesto tramite istanza di accesso agli atti. Resta da capire se il comitato può effettivamente ottenere quella documentazione (richiesta a gennaio e sollecitata già due volte) o se, per qualche motivo, risulti riservata. 
 
«Durante l'incontro abbiamo chiesto spiegazioni alle numerose incongruenze riscontrate sui dati SME (Sistema Monitoraggio Emissioni) nel periodo 1 gennaio-16 maggio 2014 - dicono dal Comitato - come è possibile, per uno SME in autocontrollo, trasmettere lo stato impianto fermo (esempio di giovedì 9 gennaio e martedì 21 gennaio 2014) mentre contemporaneamente dal camino sembra elevarsi con evidenza il fumo? Come è possibile che numerosi superamenti del limite delle emissioni sembrano coincidere con repentini cambiamenti di stato dell'impianto (spegnimento SP, accensione AC) per poi tornare prontamente allo stato di servizio regolare? Come è possibile che sia sufficiente comunicare ad Arpa uno sforamento dei limiti entro le 24 ore per poter essere giustificati (caso del 28 ottobre 2013)? Come è possibile che su 3.240 ore (1 gennaio-16maggio 2014) si possono contare sino a 465 ore in cui non è valido (sigla NV) il valore del carbonio organico totale (COT), 370 ore in cui non è valido il valore delle polveri (PLV), 266 ore in cui non è valido il valore dell'ossido di azoto (NOx)?»
 
«Arpa - confermano dal comitato - ha di nuovo evidenziato che tutti i limiti di legge sono a tutt'oggi rispettati dall'impianto e che loro continueranno a controllare e vigilare per garantire la sicurezza a tutta la popolazione. Pensiamo sia necessario un rigoroso approfondimento poiché, pur nel rispetto dei limiti di legge (limiti nel nostro caso molto elevati), questo non equivale a dire che l'impianto non inquina come ci insegnano diversi esempi tipo la Centrale di Vado ligure».
 
La richiesta è stata ribadita ancora una volta: serve un sistema che garantisca in totale trasparenza, controlli continui sulla natura del materiale che viene (e verrà nel tempo) bruciato all'interno dell'impianto e sulla sua provenienza. «Analogamente, in totale trasparenza, il sistema dovrà garantire un rigoroso controllo in continuo sui fumi che usciranno dal camino e sul trattamento dei rifiuti prodotti (polveri, ceneri, acque di scarico)».
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