RIVAROLO - Il giuramento del sindaco Alberto Rostagno

| Sala del consiglio stracolma per l'insediamento della nuova maggioranza. Il discorso integrale del sindaco

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RIVAROLO - Il giuramento del sindaco Alberto Rostagno
Pieno di gente, venerdì sera, a palazzo Lomellini, per l'insediamento ufficiale del sindaco Alberto Rostagno e del nuovo consiglio comunale. A parte la gaffe iniziale del sindaco ("Benvenuti al consiglio comunale di Agliè...") dovuta alla comprensibile emozione, è stato apprezzato il discorso inaugurale di Rostagno, specchio fedele della recente campagna elettorale e dei programmi della squadra che ha vinto le elezioni. La grande partecipazione dei cittadini in sala, se non altro, è un bel segnale. Ai rivarolesi interessa il futuro della città. Coi tempi che corrono è una notizia.

Ecco il discorso inaugurale del sindaco Rostagno.

"Signore, Signori, cari amici, gentili consiglieri, sono onorato di assumere il ruolo di Sindaco della nostra città di Rivarolo e di aver giurato sulla Costituzione davanti a voi, rappresentanti della cittadinanza.
Il risultato elettorale del 25 maggio scorso ha aperto una nuova stagione politica. E’ un risultato che coincide con un rinnovato entusiasmo di partecipazione alla vita pubblica dei cittadini di Rivarolo. La vostra partecipazione, così massiccia questa sera, variegata e qualificata, è la dimostrazione di un’attenzione particolare alla vita amministrativa della città. Il Consiglio Comunale, che oggi si riunisce per la prima volta, dopo due anni di commissariamento, deve ritornare ad essere un’istituzione da rispettare e luogo aperto e partecipato dai cittadini, con la condivisione di idee e progetti.  
 
Ringrazio i rivarolesi che hanno espresso fiducia in me e nella lista civica Rivarolo Rinasce, ringrazio tutti coloro che sono andati alle urne utilizzando il mezzo migliore che la democrazia mette a disposizione: il voto. Mi complimento con tutti i candidati eletti. Ringrazio per l’appoggio e la collaborazione i consiglieri di maggioranza. Saluto i consiglieri di minoranza, certo che sapranno svolgere nel migliore dei modi il compito loro affidato: quello di controllare e vigilare il nostro operato. Nello spirito di collaborazione e di confronto costruttivo, le differenze di idee e di opinioni, sono una ricchezza da mettere al servizio della collettività.
Sento di avere una grande responsabilità, i rivarolesi ci hanno affidato un compito difficile, noi amministratori dobbiamo fornire delle risposte credibili. Da parte mia e di tutta l’amministrazione comunale, garantisco il massimo impegno. Lavoreremo guardando al futuro, ma anche cercando negli esempi del passato. Tra i Sindaci che mi hanno preceduto in questo incarico, ci sono stati modelli di lungimiranza amministrativa. Dal dopoguerra ad oggi hanno amministrato la nostra città, in ordine cronologico:
Angelo Manzone (sindaco espressione del CLN)
Pietro Micheletta Gina
Giuseppe Gria
Bartolomeo Rossi Sebastiano
(nuovamente) Pietro Micheletta Gina
Giuseppe Gianetto
Erminio Visconti
Giuseppe Ponchia
Domenico Rostagno
Riccardo Poletto
Edoardo Gaetano
Carlo Bollero
Fabrizio Bertot
 
Adesso il destino di Rivarolo è nelle nostre mani, dobbiamo affrontare molti problemi, da quelli piccoli a quelli grandi. Dobbiamo essere in grado di ricompattare i rivarolesi di fronte ad un obiettivo comune: il bene della nostra città ed il benessere dei suoi cittadini. La nostra missione è di valorizzare e indirizzare questo proposito.
Nell’affrontare questo nuovo ed impegnativo compito farò tesoro degli insegnamenti che mio padre Domenico, Sindaco di Rivarolo per 17 anni consecutivi, ha saputo trasmettermi. L’ho osservato lavorare senza mai scomporsi, con senso di dedizione totale verso la sua Rivarolo. Grazie papà, te ne sono grato. Così come sono grato ad una donna che oggi non è più con noi, ma sono certo che da lassù, anche se non era tra i suoi desideri, in fondo in fondo, sarà contenta nel vedermi qui, mia mamma Franca. Ringrazio anticipatamente mia moglie  e i miei figli per la comprensione e il tempo che a loro sottrarrò per dedicarmi all’attività amministrativa. Farò tesoro nel mio agire politico degli insegnamenti di due persone, rivarolesi d’adozione, che hanno lasciato un segno profondo nella nostra comunità e hanno contribuito alla mia formazione, un religioso, Don Luigi Mabrito, viceparroco a San Giacomo negli anni della mia gioventù e poi Arciprete di Rivarolo nella stessa Parrocchia, ed un laico, il dottor Mansueto Timò, che ha contribuito, oltre a trasmettermi la passione per la medicina, a farmi capire l’importanza della coerenza.
 
Occupo questa carica avendo sempre presente che mi è stata affidata per gestirla con responsabilità. Sono orgoglioso di avere alle spalle un gruppo di persone, un gruppo di consiglieri di grande qualità. Il nostro successo è stato costruito per merito delle tantissime persone che hanno collaborato con noi, dimostrando che il lavoro di squadra è premiante. Ringrazio tutti per il grande sostegno ricevuto. La collaborazione continuerà, anche se a sedere su questi banchi non potrà esserci il gruppo al completo. Nella formazione di lavoro, che ha condiviso un percorso comune in questa avventura elettorale, erano presenti tanti valenti giovani, alcuni di questi ora siedono in consiglio comunale. Cito per tutti la giovanissima Costanza Conta Canova, che rappresenta una bella realtà, rivolta al futuro. Costanza è la più giovane esponente del Consiglio Comunale di sempre. Prima di lei il record era detenuto dal compianto Adriano Sada, che i rivarolesi  ricordano con affetto, consigliere comunale a soli 21 anni, come Costanza proveniente dal mondo cattolico dell’oratorio e dal volontariato cittadino.
 
Amministrare una città vuol dire promuovere il bene comune. Bene comune è acqua, terra, aria, cultura, lavoro, istruzione, abitazione: beni personali e collettivi, vogliamo tutelarli e difenderli. Salvaguardare la nostra città è un obbligo morale che abbiamo nei confronti di noi stessi e delle generazioni future. Salvaguardare la nostra città significa anche far rispettare le regole. I cittadini che non rispettano le regole del vivere civile, non rispettano se stessi, ancor più non rispettano il prossimo. Ciò che è pubblico è di tutti e non di nessuno, questa la prima regola di vita comunitaria.  
I volontari di tutte le associazioni rivarolesi sono una ricchezza inestimabile per la città così come lo è il capitale umano e professionale dei dipendenti del Comune, intendiamo valorizzarli al meglio.
Il nostro compito di amministratori pubblici è quello di lavorare per il cittadino, non contro il cittadino.  L’istituzione comunale deve essere il primo modello di equità e con il suo esempio deve promuovere il senso civico di tutti. Se c’è un problema, non serve limitarsi a cercare il colpevole o la causa, è fondamentale trovare la soluzione.
Dobbiamo ricostruire solide relazioni tra istituzione comunale e mondo della società civile, che con il tempo si sono un po’ sfilacciate. Occorre rafforzarle per ridare vigore in tutti i settori, dalla solidarietà al mondo del lavoro e dell’istruzione, dal mondo dell’impresa a quello della cultura e del commercio.
 
La politica del campanile non è più perseguibile oggi. Dobbiamo fare sistema. Rivarolo dovrà diventare forza trainante per una unione dei comuni che ridia slancio e vigore all’intero territorio canavesano, che sviluppi rapporti costruttivi con la nascente città metropolitana.
Credo nella sussidiarietà, così come recita l’articolo 118 della nostra Costituzione. Sussidiarietà intesa come collaborazione tra soggetti privati e pubblica amministrazione per il conseguimento di fini di pubblica utilità, nell’interesse generale. Ogni cittadino, se vuole, può fare qualcosa per la propria città, noi siamo pronti a condividerlo.
Ho fiducia in questo Consiglio Comunale, ho fiducia nella nuova amministrazione, ho rispetto e fiducia nei cittadini rivarolesi. Sono orgoglioso di essere il Sindaco di tutti i Rivarolesi e di guidare un’amministrazione che, sono certo, darà il meglio di se stessa per il bene comune, il bene della città di Rivarolo".
 

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