SAN GIORGIO - Firmata la Carta di Expoelette: obiettivo dare più voce alle donne

| Per tre giorni al Castello di San Giorgio Canavese si è discusso di politica, finanza, economia, salute, ricerca, rigenerazione urbana, migranti e cultura, attraverso la voce e lo sguardo femminile sulla nostra società

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SAN GIORGIO - Firmata la Carta di Expoelette: obiettivo dare più voce alle donne
Seminari, libri, concerti, mostre, proiezioni, più di 50 ospiti e centinaia di partecipanti: si è conclusa con successo la prima edizione di Expoelette, Forum internazionale delle donne al governo della politica e dell’economia. Per tre giorni al Castello di San Giorgio Canavese si è discusso di politica, finanza, economia, salute, ricerca, rigenerazione urbana, migranti e cultura, attraverso la voce e lo sguardo femminile sulla nostra società.
 
Tra gli ospiti Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti, le eurodeputate Cécile Kyenge e Lara Comi, quest’ultima protagonista insieme a Roberta Siliquini, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Anna Rossomando, parlamentare e membro della segreteria di Presidenza della Camera dei deputati, ed Elisa Padoan, direttrice di Reteconomy, della tavola rotonda conclusiva durante la quale è stata firmata la “Carta di Expoelette”, con obiettivi e strategie future per rendere più forte e riconoscibile la voce delle donne.
 
"Dare l'esempio è fondamentale - sottolinea Alberta Pasquero, presidente di S&T, promotore dell’evento - L’aggressività, con cui le donne fanno oggettivamente più fatica a confrontarsi, deve lasciare il passo all'ascolto. Serve un cambio di stile e questo fa parte dell'agenda attuale della politica e non soltanto. La carta di Expoelette, firmata oggi, parte proprio da questo".
 
"Io sono per eliminare le quote rosa - ha dichiarato l’eurodeputata Lara Comi - Il punto su cui lavorare ora è la parità di opportunità. Accanto ai sei mesi di maternità deve esserci un tempo analogo per la paternità che consenta ai padri di prendersi cura della famiglia. L'elettorato ha dimostrato di preferire in questo momento la donna per un motivo ben preciso: come è in grado di risolvere tanti problemi a casa e nella vita quotidiana l'idea è che possa farlo anche governando".
 
"Le quote non risolvono, ma da quando sono state introdotte c'è stato un forte impulso alla crescita della rappresentanza femminile - ha aggiunto Anna Rossomando, parlamentare e membro della segreteria di Presidenza della Camera dei deputati - La questione è come intendiamo la politica, perché quando diventa un fine più che un mezzo le donne vengono escluse. La battaglia che dobbiamo portare avanti è sul merito".
 
"La verità è che non ci sono molte donne con un curriculum che consenta loro di arrivare a essere scelte per merito per un ruolo di vertice - ha sottolineato Roberta Siliquini, presidente del Consiglio superiore di sanità - Bisogna spingere molto su questo e costruire un percorso di carriera che permetta alle donne di dimostrare la propria competenza per essere scelte. Una parola chiave è "formazione". Facendo però attenzione a non scimmiottare gli uomini nell'esercizio del potere".
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