VALPERGA - «Sindaco dittatore»: le minoranze disertano il consiglio

| Contro i metodi di Francisca e della maggioranza, le opposizioni salgono sull'Aventino: «E' ora di dire basta»

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VALPERGA - «Sindaco dittatore»: le minoranze disertano il consiglio
Consiglio comunale senza i gruppi di minoranza a Valperga. I consiglieri di "Impegno civico per Valperga" e "Primavera a Valperga", hanno annunciato la loro assenza con una lettera indirizzata al sindaco Gabriele Francisca e all'intero consiglio comunale. Eccola.
 
«I consiglieri Walter Sandretto e Giuliano Arimondo, Davide Maria Brunasso Cassinino e Chiara Boggio, rendono noto che non parteciperanno alla seduta consiliare e ciò al fine di contestare e rendere manifesto il proprio totale dissenso al metodo ostativo, arrogante e prevaricatore fin qui perseguito dal Sig. Sindaco e dalla sua maggioranza che continuano, al di là dagli ostentati buoni propositi di facciata, ad estromettere da qualsiasi dialogo, informazione e concertazione le minoranze e questo anche laddove sarebbe più che mai doveroso coinvolgerle dovendosi l’Assemblea confrontare con gli interessi generali della comunità,  come appunto accade per  il caso di cui alla precitata convocazione. Occorre, infatti, che il Sig. Sindaco dismetta una volta per tutte l’autoritarismo retrivo che fin qui l’ha contraddistinto e, per lo meno quando si tratta di deliberare su argomenti tali da richiedere il più ampio approfondimento, metta in condizioni le minoranze di recitare il ruolo che ad esse competono, senza svilirle al rango di comparse e/o di figuranti mai partecipati di alcuna decisione politica.  
 
In particolare, non è accettabile che il Sig. Sindaco imponga dall’alto l’adesione del nostro Comune all’Unione Montana Val Gallenca senza dare informazione alle minoranze sulla carta fondamentale, ossia sullo Statuto, che viene proposto e senza preoccuparsi di rendere noti alle minoranze stesse ed alla Comunità che rappresenta i vantaggi reali in termine di miglioramento dei servizi e di economicità degli stessi che si ipotizza di ottenere, in aderenza (si spera) alle norme imperative in materia. Lo stesso silenzio del Sig. Sindaco e della sua maggioranza sui precisi interrogativi sollevati in tal senso dagli scriventi durante la scorsa seduta consiliare del 28/9 è espressione di vieta supponenza che non è possibile tollerare oltre, soprattutto perché, con la decisione che si vorrebbe avallare, si vengono a toccare assetti fondamentali delle istituzioni, meritevoli della più attenta disamina e della più puntuale attività informativa da parte dell’Unico Decidente. 
 
Per finire, si ricorda con rammarico come Ella, Sig. Sindaco, sia venuto meno alla parola data in conferenza dei Capigruppo ove aveva promesso la discussione preventiva dell’approvando Statuto con i gruppi di minoranza, mentre tale documento viene ora imposto ex cathedra  senza alcuna riunione conoscitiva preparatoria supportata dalla documentazione occorrente. Con tale atteggiamento, pertanto, la maggioranza si rende responsabile e sarà responsabile anche patrimonialmente delle scelte operate manu militari dal Sig. Sindaco, nonché del suo avventurismo nell'adesione all'Unione Montana Val Gallenca che rischia di far compiere  alla Comunità un vero e proprio salto nel buio, con l’ausilio, oltretutto, di disposizioni regolamentari giuridicamente insostenibili. 
 
Da ultimo, si fa notare alle SS.VV. come le minoranze siano venute a conoscenza dell’attuale convocazione straordinaria del Consiglio prima dagli organi di stampa che non dal Sindaco il quale ha così dimostrato, una volta di più, tutto lo spregio che Egli nutre nei confronti della dialettica democratica con le minoranze stesse. In buona sostanza, detto senza mezzi termini, siamo stufi di essere presi in giro insieme a tutti i cittadini di questo paese che abbiamo l’onore di rappresentare (e sono la maggioranza). 
 
Riteniamo che si sia passato il segno e sia ora di dire con fermezza basta agli atteggiamenti dittatoriali che finora Ella, Sig. Sindaco, ha dispensato anche quando il Consiglio è chiamato a decidere su tematiche incidenti  sull’assetto stesso della comunità da Lei amministrata, anzi signoreggiata. Per concludere, vorremmo rammentare al Sig. Sindaco che non esercita un potere, ma svolge semplicemente un servizio, pur percependo da tutti i cittadini quell’indennità che, prima di essere investito dell’attuale carica, Ella ha sempre avversato. Le confermiamo, comunque, così come lo ribadiamo agli elettori ed ai cittadini tutti, che gli scriventi continueranno ad adempiere con impegno, scrupolo e crescente attenzione il proprio “servizio” di consiglieri comunali, anche ad onta delle barriere che Sindaco e maggioranza vorrebbero frapporre».
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