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AGLIE' - Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera che ci ha inviato una nostra lettrice residente ad Agliè ma che, di fatto, interessa gran parte delle strade del Canavese.

«Vorrei esporre un grave problema riguardo le strade del Canavese. Conducenti perennemente distratti dal telefono, credendo di essere multitasking, sbandano manco avessero bevuto una bottiglia di vino buono. La distanza di sicurezza è un optional, forse sono Canavesani romantici che vogliono baciarti il di dietro.

La possibilità di tenere la destra non viene neanche presa in considerazione, saranno tutti mancini? Per non parlare delle frecce, quelle le usano la sera davanti al fuoco con piume colorate in testa e una bella gonna di paglia. La striscia continua e la doppia striscia non li ferma, loro pensano sia per bellezza perché immaginano la strada come una pista da rally, corrono come matti e il vincitore? Ovviamente chi arriva a casa vivo.

Stavo dimenticando le inversioni: amano farle uscendo dal distributore perché la benzina costa e fare 200 metri per arrivare alla rotonda sarebbe uno spreco. L’altro giorno, sulla pedemontana per Ivrea, una ragazza ha fatto inversione rischiando grosso e non si è nemmeno resa conto della gravità della situazione.

Ora divento seria: sono una ragazza che vive ad Agliè, ho 34 anni e sono mamma di un bambino di 7. Ogni giorno percorro le strade del Canavese pregando di tornare a casa sana e salva. Sicuramente non cambierà nulla ma vorrei dare voce alla mia ansia che mi porto ormai da qualche anno». Lettera firmata.