Scabbia nel reparto di neurologia dell'ospedale di Ciriè che serve le valli di Lanzo e una grossa fetta del Canavese. Sei infermieri e tre operatori socio sanitari sono stati contagiati dall'acaro e sono stati costretti a rimanere a casa per curarsi. Situazione che ha mandato il reparto in tilt, tanto che ieri la direzione dell’Asl To4 ha deciso di bloccare i ricoveri in reparto.

L’acaro della scabbia, che si è diffuso rapidamente tra i dipendenti, sarebbe arrivato nel reparto dell'ospedale di Ciriè portato da un paziente che viveva, nella propria abitazione, in un ambiente purtroppo alle prese con la scarsa igiene. Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ieri ha segnalato la pericolosa situazione dal momento che, con il reparto ridotto all'osso in quanto a personale potrebbe non essere possibile garantire i ricoverati.

Il Nursind ha anche inviato una lettera al direttore generale dell'Asl To4, Lorenzo Ardissone, chiedendo «perché si è arrivati a questo punto quando, ad inizio di ogni anno, le aziende predispongono un piano per affrontare le situazioni di emergenza. A maggior ragione per un reparto che è passato da 20 a 30 posti letto». Va precisato che in un ambiente di ospedale può capitare che si diffonda la scabbia, acaro che, per fortuna, si debella con qualche giorno di prognosi e una cura a base di pomate. Per quanto riguarda il personale, lunedì arriveranno rinforzi esterni per gestire al meglio il reparto di neurologia.

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