Migliora la situazione incendi in tutto il Canavese dopo l'allarme dei giorni scorsi. Questa mattina due canadair hanno effettuato diversi lanci su Locana e Sparone, nei territori in quota dove le fiamme hanno preso vigore riportandosi nella zona di Ribordone. Sono passati oltre dieci giorni dall'inizio dell'emergenza ma alcuni focolai sono ancora attivi. L'arrivo dei mezzi aerei, però, ha dato una grossa mano alle squadre di terra che sono sempre riuscite a contenere le fiamme a distanza di sicurezza dalle case. Anche l'Arpa, secondo le rilevazioni effettuate in questi giorni in Valle Orco, ha escluso la presenza di sostanze tossiche nell'aria.

«Sospendere temporaneamente l’attività venatoria per un periodo non inferiore ad un mese e fintanto che l’emergenza incendi non sarà stata superata». Lo chiede la Città Metropolitana di Torino in una lettera che la Consigliera delegata all’ambiente, parchi e aree protette, tutela della fauna e della flora, Elisa Pirro, ha inviato alla Regione Piemonte. La lettera è firmata anche dal dirigente del Servizio Tutela Fauna e Flora Mario Lupo ed è indirizzata al Settore Conservazione e gestione della fauna selvatica e acquacoltura della Direzione Agricoltura della Regione. Alcuni Comuni del Canavese, come Pont e Locana, hanno già vietato la caccia sul territorio di competenza già nei giorni scorsi. (foto canadair d'archivio)
 
Nella comunicazione si sottolinea che gli incendi diffusi sul territorio comportano la perdita di molti esemplari di fauna selvatica. La Consigliera Pirro e il dirigente del Servizio Tutela Fauna e Flora chiedono pertanto che la sospensione della caccia riguardi l’intero territorio della Città Metropolitana in cui è ammessa la caccia programmata e quello delle aziende faunistico-venatorie che fanno parte dei Compensori Alpini, per consentire di realizzare una serie di corridoi di sicurezza nei quali gli animali superstiti possano rifugiarsi. La sospensione della caccia solo nelle zone direttamente coinvolte dagli incendi sarebbe probabilmente soggetta a continue correzioni, in funzione dell’evoluzione del fenomeno e comporterebbe difficoltà nell’informazione capillare ai cacciatori e al personale di vigilanza. La Città Metropolitana ritiene opportuno sospendere la caccia anche nei territori degli ATC confinanti con i comprensori interessati dagli incendi - ATC TO1, TO2 e TO3 - in cui è probabile che la fauna selvatica in fuga si andrà a concentrare.

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