Superata l’emergenza incendi ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco, con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Questo stima la Coldiretti in riferimento agli incendi che hanno colpito il Piemonte, in particolare in Canavese, Val di Susa e Cuneo.
 
 «Ad alimentare gli incendi sono stati diversi fattori, tra cui sicuramente il vento e la siccità, ma anche l’incuria e l’abbandono dei boschi divenuti così facile preda dei piromani - commenta Sergio Barone, consigliere Federforeste, Federazione italiana delle comunità forestali - Il fuoco divampa tra la vegetazione secca con pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità. Siamo di fronte all’inarrestabile avanzata della foresta che, senza alcun controllo, si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di un terzo della superficie nazionale. Il patrimonio boschivo-forestale andrebbe, invece, valorizzato come risorsa economica capace di produrre valore aggiunto e bisognerebbe attivare azioni preventive che, in Italia, purtroppo, mancano».  
 
Il presidente di Coldiretti Torino, Fabrizio Galliati aggiunge: «E’ indispensabile prevenire tali fenomeni per difendere i nostri boschi, polmoni verdi del Paese e non arrivare a situazioni d’emergenza, come quando accaduto in questi giorni in Piemonte. Le nostre imprese sono fondamentali per presidiare il territorio e stanno svolgendo una importante attività, collaborando con i soccorritori, mettendo a disposizione trattrici e autobotti per aiutare i volontari, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine impegnate nelle operazioni di spegnimento. Al momento non è ancora possibile quantificare complessivamente i danni, ma sarà opportuno che le Istituzioni e gli enti preposti prevedano misure per sostenere l’agricoltura di montagna pesantemente segnata dagli incendi di questi giorni». 

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