Tre canadair, due elicotteri (di cui uno dell'esercito) e oltre 100 volontari. Sono i numeri delle forze ancora in campo in Valle Orco contro gli incendi boschivi. Anche quella di oggi è stata una giornata ad alta tensione, specie nella zona di Ribordone. Partendo dal campo base di Sparone gli elicotteri hanno effettuato decine e decine di lanci in quota, insieme ai tre canadair che hanno operato fin dal mattino per contenere le fiamme che, seppur lontane dalle abitazioni, continuano a preoccupare. 
 
Nella valle di Ribordone l'incendio, ieri, alimentato dalle fiamme, si è nuovamente esteso a boschi e alpeggi. Tanto da convincere Vigili del fuoco e Aib a chiedere nuovamente l'ausilio dei mezzi aerei per contenerlo. La situazione verrà monitorata ancora per le prossime 24-48 ore. Le dinamiche di questa tipologia di incendi sono particolari, possono riaccendersi dei focolai che covano sotto le foglie e quindi l'attenzione resta alta.
 
Intanto arriva dalla Fim-Cisl una proposta per il prossimo Natale che interesserà anche il Canavese. «Penso che tutta la Comunità metropolitana debba essere impegnata nell'opera di riforestazione dei nostri stupendi boschi bruciati da mani incoscienti e criminali - dice il segretario generale Claudio Chiarle - per il periodo natalizio sostituiamo gli alberi di Natale veri, che di solito seccano un mese dopo, con alberi di Natale simbolici. Ad esempio, un palo in ferro piantato nel vaso con rami fatti da appendini in ferro. Il ferro per ricordare la nostra vocazione prioritaria e essenziale di Città industriale e per ricordare i fusti degli alberi brulli e secchi dei nostri boschi bruciati».
 
«Un'iniziativa che va sostenuta e diretta dalla Regione Piemonte e dalle Istituzioni cittadine che sensibilizzi in primis i commercianti e sostenga i costi dei nostri vivaisti, perché mettano a disposizione gli alberi di Natale veri, anziché nei vasi nelle vie cittadine, da piantumare nei boschi bruciati».

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