Gianni Verna al «Bisonte» di Firenze, questa volta in una personale, senza il compagno di cenacolo Gianfranco Schialvino che lo accompagna solo con le parole nel testo del catalogo. Non è la prima volta che l'artista canavesano di Quagliuzzo espone al Bisonte o a Firenze: nel 2010 ospiti, lui e Schialvino appunto, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dove esponevano SMENS, rivista da loro ideata e dedicata alla xilografia, nel 2012 e nel 1993 in mostra qui da noi, sempre in coppia. La purezza della ricerca, la dedizione febbrile verso questo linguaggio tecnico, sono la spina dorsale di una ricerca che trova, qui al Bisonte, risonanza e affinità.
 
Scrive Rodolfo Ceccotti: «Gianni Verna e Gianfranco Schialvino sono i più autorevoli xilografi italiani. In questa mostra “Pinocchio, Verna presenta la sua storia del burattino più famoso del mondo con sei grandi strisce incise come nei fumetti di una volta e pone la sua attenzione soprattutto sugli animali che popolano il racconto di Collodi ed è l’amico Schialvino che scrive in proposito: «Non è un Pinocchio facile quello di Verna: non ammicca ne’ cerca consensi o complicità; è duro, anzi parrebbe qua e là sembrare persino scostante, poco gentile, irriguardoso. Ma tocca punti alti di estro e di suggestione, con l’acme dei capitoli di fondo, quando il testo vede prevalere l’intento etico che porterà al lieto fine».  
 
Oltre al testo di Schialvino, il catalogo è autorevolmente testimoniato anche da Paola Pallottino che racconta l’originale invenzione (di Verna) di rileggere, in sei xilografie di 30cm. x 2 metri il capolavoro collodiano attraverso 26 animali che lo popolano. La mostra rimarrà aperta fino al 27 Marzo. Con il seguente orario: dal lunedì al venerdì 9–13 e 15–19.

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