«La Blue Car francese ma con un'importante sede a Bairo, ha progettato un bus elettrico per trasporto pubblico che potrebbe essere prodotto appunto a Bairo Canavese creando occupazione e sviluppo tecnologico in Piemonte, invece andiamo in Cina. Grazie anche alla nostra azione è finalmente partito il Bluetorino, il car sharing, con auto elettriche prodotte a Bairo. Ci domandiamo perché gli Enti Locali interessati e GTT non abbiano esplorato le possibilità di lavorare con Blue anche per la realizzazione dei bus elettrici». E' la presa di posizione della Fim Cisl Torino e Canavese, sostenuta dal segretario Chiarle.
 
«Nello stabilimento di Bairo ci sono le condizioni per sviluppare e produrre oltre cento veicoli al giorno e ricordo che esiste un altro stabilimento vuoto, a San Giorgio Canavese, con la stessa capacità produttiva. Non capiamo perché prima di indire un bando di gara non si creino le condizioni per fare sinergia industriale sul territorio creando uno scambio permanente tra esigenze degli Enti Locali e offerta industriale con le aziende presenti in Piemonte».
 
Il riferimento va ai due stabilimenti ex Pininfarina: San Giorgio chiuso ormai da diversi anni e Bairo parzialmente attivo grazie all'auto elettrica francese. «Abbiamo anche un bacino occupazionale ben individuato nei circa 600 ex lavoratori De Tomaso a cui sta cessando definitivamente l’ammortizzatore sociale; i bus elettrici sono un’opportunità per dare risposte al territorio e all’occupazione gli Enti Locali e GTT costruiscano le condizioni per cogliere le opportunità industriali che abbiamo in casa».

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