La polizia ha arrestato il presunto assassino del damanhuriano Antonello Bessi, 57 anni, artigiano di Vercelli, molto noto a Baldissero Canavese e Vidracco per la sua decennale frequentazione della comunità di Damanhur. Nei giorni scorsi la procura ha emesso un decreto di fermo per il reato di omicidio a carico di Giovanni Perini, classe 1948 (nella foto), da moltissimi anni residente a Vercelli. La Polizia, nello specifico la Squadra Mobile di Vercelli, ha eseguito il fermo a conclusione delle indagini.

Le attività investigative si sono rivelate particolarmente difficili sin dall’inizio: il carattere schivo e riservato della vittima e la peculiarità della sua attività commerciale, che era considerata un crocevia per clienti di ogni estrazione sociale, ha reso arduo il compito degli investigatori. Le indagini, svolte anche con l’ausilio del Servizio Polizia Scientifica, sono state immediatamente finalizzate alla ricostruzione della vita privata del Bessi ed alla ricerca del movente del delitto. Le modalità dell’aggressione hanno fatto pensare immediatamente ad un omicidio d’impeto, originato da motivi personali che avevano fatto scattare nell’assassino una rabbia incontrollabile, come dimostrato del resto dal numero di coltellate inferte.

La certosina analisi delle immagini di videosorveglianza, unita all'analisi del traffico telefonico e telematico delle celle della zona, ha permesso di stringere il “cerchio” sull’uomo successivamente fermato e al figlio di quest’ultimo (operaio vercellese residente in provincia di Milano). Le contraddizioni emerse dalle testimonianze e le fortissime incongruenze, derivanti dai dati tecnici in possesso degli inquirenti, hanno fatto si che le attenzioni della Polizia si focalizzassero su tali soggetti che sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di omicidio in concorso.

I successivi accertamenti hanno condotto gli inquirenti ad approfondire la posizione del padre, che le immagini di videosorveglianza di due attività commerciali ritraevano nei pressi dell’abitazione della vittima in orario compatibile con l’esecuzione dell’omicidio. La successiva audizione dei due ha condotto il figlio a collaborare con gli inquirenti, rivelando di aver appreso dalla viva voce del padre della responsabilità del padre stesso nella commissione dell’omicidio. Perini, quindi, prima ha confessato anche agli inquirenti di aver assassinato Bessi, per un motivo peraltro non rivelato, poi ha ritrattato la confessione nei successivi interrogatori.

La gravità del quadro indiziario a carico di quest’ultimo ed alcune frasi carpite dalle intercettazioni che facevano presumere la possibilità di un imminente fuga hanno determinato l’adozione da parte del Pubblico Ministero di un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti dell’uomo. Il suddetto provvedimento è stato convalidato dal Gip del tribunale di Vercelli il quale, accogliendo l’impianto accusatorio, ha disposto per l’uomo accusato di omicidio la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere.

Galleria fotografica

Articoli correlati