La natura farà il suo corso. Anche a Belmonte dove la stupidità dell'uomo ha provocato l'ennesimo disastro. E allora è un'immagine di speranza quella che arriva dalle pendici della collina che a fine marzo è stata devastata da un vasto (e doloso) incendio. Immagine che sta facendo il giro dei social da qualche giorno. Un capriolo che bruca l'erba rimasta intatta dopo il rogo e si avvicina anche alle case pur di trovare del cibo. Ecco, gli animali si stanno riprendendo, un passo alla volta, il loro parco naturale. «Nonostante tutto, dopo l’incendio sono tornati nel Parco del Santuario di Belmonte - scrive il sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, che ha diffuso la foto - la natura vince sulla stupidità dell’uomo e ci regala un po’ di speranza».

Dai rilevi effettuati a terra si ipotizza che più dell’80% dei castagni scottati da fuoco morirà entro il primo anno e la stessa sorte toccherà a circa il 60% delle querce presenti sulle superfici percorse da incendio. Ciò significa che il patrimonio arboreo più stabile e più prezioso dei boschi del promontorio di Belmonte verrà ridotto drasticamente. Questo incendio rappresenta drammaticamente uno degli eventi più traumatici mai subiti dal territorio della Riserva. Per tale motivo non è semplice prevedere l’evoluzione che subiranno i soprassuoli, in quanto tutte le osservazioni sino ad oggi condotte dall’Ente di gestione si riferiscono al passaggio di fronti di fiamma meno intensi, più veloci e che danneggiavano in modo diverso e più moderato la componente arborea.

Galleria fotografica

Articoli correlati