Vigilanza privata contro gli zingari molesti sui bus della linea 69 che, da Torino, arriva fino a Borgaro. Lo ha annunciato il sindaco di Borgaro, Claudio Gambino, ieri sera in consiglio comunale. «Il servizio di vigilanza lo pagheremo noi – ha detto il primo cittadino – ma certo per ragioni economiche non potremo coprire tutto l'arco della giornata. Per questo motovi ho scritto al prefetto e al sindaco di Torino, ai carabinieri, alla polizia e al Gruppo Torinese Trasporti per fare in modo che anche loro intervengano in nostro aiuto. Se agiamo insieme riusciremo a risolvere il problema».
 
Gambino ha espresso con belle parole un risentimento contro il campo nomadi al confine tra Borgaro e Torino che è ormai palese a tutta la popolazione. Nei giorni scorsi, in città, è nato anche un comitato genitori che ha chiesto a gran voce al sindaco di trovare una soluzione: mamme e papà si sono detti preoccupati per l'incolumità dei figli che, giornalmente, salgono sui bus delle linea 69. «Colpa» di quella fermata in prossimità dell'ingresso del campo nomadi di strada Aeroporto che favorirebbe l'accesso al bus da parte dei rom. «La situazione è nuovamente intollerabile - ha aggiunto il sindaco - e credo che i borgaresi che pagano fior di quattrini per l'abbonamento al bus abbiano il diritto di viaggiare tranquilli e sicuri come tutti gli altri utenti».
 
Di atti vandalici, molestie e scippi a bordo degli autobus Gtt diretti a Borgaro se ne era parlato anche alcuni mesi fa. Specie quando Gambino, sindaco Pd, aveva provocatoriamente proposto di istituire una linea «riservata» ai nomadi. Seguirono mesi di dibattito e controlli sui bus, con pattuglie delle forze dell'ordine appositamente in servizio sul 69 per limitare l'accesso degli zingari molesti (e, molto spesso, senza biglietto). Per fronteggiare il problema dell’impossibile convivenza fra rom e utenti era stato convocato ripetutamente un tavolo tecnico sulla sicurezza. Tutto bene fino a quando vigili e carabinieri hanno smesso di salire a bordo degli autobus. Da allora il problema si è ripresentato con la stessa preoccupante frequenza. Ora Borgaro tenta la carta della vigilanza privata.

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