Il Tar Piemonte ha respinto il ricorso del circolo privato «Kiss One Club» di Priacco contro il Comune di Borgiallo che aveva multato i titolari e ordinato la sospensione delle attività non autorizzate. Nel corso di un controllo in borghese, a marzo, i carabinieri di Cuorgnè erano stati scambiati per clienti qualunque. All'interno erano in corso spettacoli di night club con intrattenimento da parte di «entraîneuse», musica e somministrazione di bevande, con accesso libero degli utenti senza alcun controllo alla cassa. Circostanza che ha fatto scattare la sanzione, dal momento che nel circolo privato avrebbero dovuto entrare solo i soci.

«La natura di locale aperto al pubblico emerge in modo univoco e concorde da tutti gli elementi istruttori acquisiti», confermano i giudici del Tar, sottolineando che i carabinieri «sono entrati liberamente all’interno in abiti civili e sono stati salutati come normali clienti dalla donna che si trovava alla cassa del locale e da un uomo con atteggiamento tipico di chi svolge le mansioni di buttafuori, senza che nessuno verificasse se fossero o meno soci».

Lo stesso legale rappresentante del circolo, all’atto della contestazione, come riportato nel pronunciamento dei giudici, ammette che negli ultimi mesi ha seguito poco il locale, «pertanto è capitato che persone che non erano soci vi accedessero; non venivano controllate prima di entrare, consumavano e si intrattenevano nel locale». Nella sentenza si fa riferimento anche alle dichiarazioni rilasciate ai carabinieri dalle “collaboratrici” e dalle “intrattenitrici” del locale, che confermano che l’ingresso al locale era libero, che non veniva richiesta l’esibizione di alcuna tessera associativa, che non veniva tenuto regolarmente il registro dei soci, che all’esterno del locale non era stata apposta alcuna indicazione atta a segnalare il carattere “riservato ai soci” dell’attività e che, infine, le stesse “entraineuse”, indicate fittiziamente come socie del circolo, operavano in realtà come dipendenti.

«Alla luce di tali rilievi, il provvedimento adottato dall’amministrazione comunale di Borgiallo su sollecitazione del competente comando dei carabinieri, appare legittimo e immune dalle censure dedotte dal circolo ricorrente, essendo stata sanzionata ai sensi dell’articolo 666 c.p. con l’irrogazione di sanzione pecuniaria e l’ordine di immediata cessazione dell’attività non autorizzata», concludono i giudici. Per i titolari del night danno e beffa: non solo dovranno pagare la multa ma sono anche stati condannati a rifondere al Comune le spese di lite. Altri 2000 euro.

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