Un uomo anziano arriva all’ufficio postale di Settimo Vittone e chiede all’addetta allo sportello di fare un bonifico di 200mila euro in Romania dicendo che se una sua conoscente non avesse ricevuto il denaro sarebbe stata in pericolo di vita. La donna, trovando la faccenda sospetta, contatta la direttrice che, dopo aver parlato con il signore, avverte a sua volta le forze dell'ordine.

Così è partita l’indagine che ha portato alla scoperta di una truffa che si consumava da tempo ai danni di un uomo di 73 anni di Borgofranco d'Ivrea che ha spedito in tutto più di 20mila euro ad una donna in Romania che lo aveva sedotto. La donna in questione, una 32enne, è stata rinviata a giudizio con il fidanzato e complice di 35 anni. L’accusa è di circonvenzione di incapace.

Tra i testimoni sfilati in tribunale a Ivrea la scorsa settimana, la direttrice delle poste che ha avvertito le forze dell’ordine e uno dei carabinieri che ha effettuato le indagini. Secondo qunanto emerso in aula, i militari dell'Arma hanno intercettato l'utenza telefonica della vittima per mesi. I contatti con la Romania erano quotidiani. A chiamare il pensionato era sempre la donna. Ci potevano essere dalle cinque alle venti telefonate quotidiane. Le scuse con le quali la donna gli chiedeva il denaro, erano le più disparate. In un caso gli ha detto di essere molto malata poi che se non avesse ottenuto i 200 mila euro l’avrebbero addirittura uccisa. Il processo riprenderà il 24 aprile.

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