CANAVESE - La Popillia japonica, conosciuta anche come coleottero giapponese, è un insetto originario del Giappone che negli ultimi decenni si è diffuso in Nord America e in Europa, diventando un serio problema per agricoltura e giardini. Questo coleottero misura circa 10 millimetri e mangia di tutto. Le larve vivono nel terreno e si nutrono di radici di erba e piante coltivate, danneggiando tappeti erbosi e coltivazioni. Gli adulti emergono in estate e si cibano di foglie, fiori e frutti di oltre 300 specie vegetali, lasciando tipiche «scheletrizzazioni» delle foglie, cioè nervature intatte e lamina mangiata.
La capacità di formare grossi gruppi durante l’alimentazione aumenta l’entità dei danni. In Italia la Popillia japonica è stata individuata nel 2014 in Lombardia e Piemonte, e la sua diffusione è monitorata con trappole ferormoniche e interventi di contenimento. Contrastare questa specie invasiva richiede strategie integrate: controllo meccanico (raccolta manuale o trappole), uso mirato di insetticidi, introduzione di nematodi entomopatogeni contro le larve e promozione di predatori naturali. La gestione è complessa, ma fondamentale per proteggere agricoltura, orti e biodiversità locale dall’avanzata di questo piccolo ma vorace coleottero.
In Canavese quest'anno si sta registrando una vera e propria invasione, specie in alcune zone. «Siamo sotto attacco - dice il sindaco di Borgofranco d'Ivrea, Fausto Francisca - l'insetto sta devastando frutteti, vigne, orti, aiuole, distruggendo tutto. Quest'anno si è diffusa in maniera preoccupante anche nella nostra zone. La Regione Piemonte, interpellata, dice che è diffusissima e la lotta per debellarla è in atto. Nei prossimi giorni daremo indicazioni di come affrontare l'emergenza». Anche a San Giorgio Canavese tante segnalazioni: «Sempre più persone avvisano di essersi imbattuti nei loro giardini o campi nel coleottero scarabeide del Giappone - conferma il sindaco Marco Baudino - da maggio è stato avviato il Piano di azione 2025, attivato dal Settore Fitosanitario e servizi tecnico-scientifici della Regione Piemonte in collaborazione con Ipla, che ha lo scopo di contenerne la popolazione dell’insetto e la sua diffusione. Gli adulti attaccano molte specie vegetali, sia coltivate che spontanee; le larve si sviluppano nel terreno e sono dannose per i manti erbosi e i pascoli».
Fino a sabato 12 luglio, intanto, il Comune di Caluso ha dovuto chiudere ai pedoni l'area dei viali alberati nella parte sud est di piazza Actis Perinetti. Il provvedimento è legato alla necessità di un intervento urgente per limitare la presenza della Popillia japonica che si sta mangiando gli alberi. Altre segnalazioni del coleottero in presenza massiccia sono arrivate negli ultimi giorni anche da Ozegna e Montalenghe. A macchia di leopardo la diffusione dell'insetto sta interessando un po' tutto il Canavese.






