Il lupo, questa volta, si è spinto fino a pochi metri dall'abitazione di una famiglia, poco fuori Brosso, per sbranare una pecora.  I resti del povero animale sono stati rinvenuti il mattino seguente dai proprietari. In Valchiusella, dopo i mufloni, che, secondo gli allevatori, sono stati decimati dal lupo, è toccato anche ai caprioli, finora presenti in gran numero in alta e bassa valle. «Non se ne vedono più così tanti come prima, qualcosa deve essere successo per forza», sostengono i valligiani. 
 
Secondo gli accertamenti è da almeno una decina d'anni che il lupo è presente in Valchiusella e nella confinante Valle Soana. Risale infatti al 2010, in primavera, il ritrovamento a Fondo di una carcassa di capriolo completamente spolpata. Poco dopo, ne vallone di Arlens, in Valle Soana, dietro il monte Marzo, un lupo ha ucciso alcune pecore. Quanto ai mufloni, poi, è la prima specie ad essere attaccata. In cerca di cibo, a quanto pare, hanno poca paura di avvicinarsi ai centri abitati.
 
E' da più di due anni che si hanno certezze del ritorno del lupo in Valchiusella. E' quindi possibile che siano diversi i branchi che stanno girando sulle montagne del Canavese. Non solo nell'area protetta del Parco nazionale del Gran Paradiso. Notoriamente sociale, il lupo vive in branchi altamente organizzati e rigidamente strutturati.  Il diffondersi a macchia d'olio sta generando però forti preoccupazioni. Da un lato c'è la salvaguardia della specie, dall'altro quella delle attività in quota, come l'allevamento, che mantengono vivi gli alpeggi e la montagna. (L.r.)

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