CANAVESE - Primo giorno di scuola in Canavese come nel resto del Piemonte dopo l'emergenza covid e la chiusura forzata sei mesi fa. Una ripartenza tra mille timori e densa di incognite viste le nuove regole da rispettare in ogni plesso. Il primo giorno non ha riservato enormi criticità. In quasi tutte le scuole l'ingresso si è svolto regolarmente. Qualche coda, qualche protesta ma, nel complesso, nessun disagio particolare. Non sono mancati gli assembramenti all'ingresso di quasi tutte le scuole (inevitabili viste le modalità di accesso).  

Ha regolarmente aperto questa mattina anche l'istituto comprensivo Don Milani di Brandizzo, nonostante un caso di positività al coronavirus tra gli insegnanti. Una maestra della scuola primaria ha comunicato sabato l'esito positivo del tampone al dirigente scolastico. Valutati i protocolli sanitari, non si sono resi necessari ulteriori provvedimenti e nel plesso, questa mattina, sono iniziate regolarmente le lezioni.

Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil, Snals e Gilda hanno lanciato l'allarme delle cattedre vuote. «Abbiamo necessità di più di 7mila docenti di ruolo, era possibile attivare 8.908 contratti e ne sono stati assunti tra di 1.500 e i 1.600 per l'esaurimento delle graduatorie concorsuali e non va meglio per il personale Ata: su 2.172 posti libere sono state autorizzate meno della metà di assunzioni in ruolo. Arriveremo a 15mila supplenti docenti e a più di 3.000 supplenze di personale non docente. Si è pensato più ai banchi che al personale». 

«Da oggi si guardi avanti e si riporti al centro la la scuola - dice l'assessore regionale Elena Chiorino - come ben scriveva il filosofo danese Soren Kierkegaard «la vita può essere capita solo all'indietro ma va vissuta in avanti». Ed è proprio sul futuro che, ora, abbiamo il dovere di guardare con fiducia, vigile serenità, sicurezza e determinazione. Non dobbiamo però commettere l’errore di concentrarci soltanto sul virus. Perché la vera sfida, oggi, con tutte le precauzioni garantite, deve essere quella di preoccuparci soprattutto del futuro dei nostri bambini e ragazzi».

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