Reparti di pronto soccorso presi d'assalto. E' il periodo invernale di iperafflusso nelle strutture sanitarie. Non fanno eccezione gli ospedali del Canavese. Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, si scaglia contro l'Asl To4. «Il piano per l'iperafflusso messo in atto dall'azienda non è sufficiente. Negli ultimi giorni in concomitanza con il periodo festivo, i pronto soccorso sono stati presi letteralmente d'assalto e il peggio deve ancora arrivare, considerato che l'influenza non ha raggiunto il suo picco - dice Giuseppe Summa - il problema non è tanto il numero di passaggi, ma dei pazienti che restano per giorni e giorni in attesa di ricovero».
 
Secondo i dati snocciolati dal Nursind, a Chivasso, dal 1 gennaio ad oggi, sono quasi 700 i passaggi e il giorno dopo capodanno in Pronto Soccorso si è arrivati ad avere 100 pazienti in totale. Anche Ciriè ha toccato circa 600 passaggi dal 1 Gennaio. «Sono stati inviati invano diverse volte fax al 118 per esaurimento barelle e punti di ossigeno - spiegano dal Nursind - lavorare in queste condizioni è veramente difficile se non impossibile».
 
«Ho fatto personalmente visita al Pronto Soccorso di Chivasso - racconta Summa - e ciò che ho visto con i miei occhi mi ha lasciato senza parole. Non che negli anni passati non avessimo assistito a scene simili, ma non si smette mai di provare disappunto in queste situazioni. Ed è proprio questo che ci preoccupa. Fatti di questo tipo non sono normali, ma ormai sembrano non sdegnare più nessuno. Ho visto barelle una accanto all'altra e incastrate ovunque, senza possibilità di garantire la privacy; personale stremato che ce la mette tutta per garantire ugualmente un'assistenza dignitosa e rispondere ai bisogni dell'utenza. Lavorare in quelle condizioni aumenta vertiginosamente il rischio di errore e le ore di attesa aumentano le aggressioni fisiche e verbali al personale. Chi lavora oggi nei pronto soccorso è un eroe».
 
«Come sindacato lo avevamo detto che i posti letto messi a disposizione durante il periodo di iperafflusso per il presidio Chivassese e Ciriacese che hanno chiuso il 2019 con quasi 50.000 passaggi, erano e sono assolutamente insufficienti. Inoltre il personale assunto per potenziare il pronto soccorso, non solo non ha avuto il tempo di essere formato e di divenire autonomo, ma si è ritrovato a coprire turni di dipendenti assenti mai sostituiti, andando di fatto a ristabilire la normale dotazione organica già insufficiente, anziché potenziarla».
 
A peggiorare poi la situazione del pronto soccorso chivassese è l'estensione territoriale della provenienza dell'utenza e dei mezzi di soccorso. Infatti non è raro che a Chivasso arrivino pazienti dall'Astigiano e dal Vercellese. «Ovviamente come sindacato non stiamo monitorando solo i pronto soccorso di Chivasso e Ciriè, ma anche di Ivrea, Cuorgnè e Lanzo, con particolare attenzione anche ai reparti di degenza che in questo periodo sono messi a dura prova». Il Nursind, considerato che il picco influenzale è in arrivo, chiede nell'immediato ulteriori assunzioni di infermieri e OSS e aumento dei posti letto «senza ridurre troppo l'attività chirurgica che costringerebbe i cittadini a rivolgersi ulteriormente verso il privato». Invece a lungo termine il sindacato chiede maggiore coinvolgimento nella stesura del piano per l'iperafflusso e percorsi alternativi a gestione infermieristica come avviene in altre Regioni.

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