Rubinetti chiusi per la gestione dei migranti: dal Ministero dell'Interno non arrivano più le risorse dovute, le associazioni che, sul territorio, si occupano dei richiedenti asilo, sono in difficoltà. Una situazione diffusa a livello nazionale che, in Canavese, stanno vivendo diverse realtà del territorio. Tra queste non fa eccezione la Mastropietro, la storica onlus di Cuorgnè che, dal 1984, si occupa di aiutare i più deboli nel territorio dell'alto Canavese. Sono circa nove mesi che dalla prefettura e dal consorzio Inrete non arriva il dovuto per la gestione dei richiedenti asilo. All'appello, in questo momento, mancano circa 250 mila euro. Una somma ingente per una onlus che, in questi mesi, ha accusato notevoli difficoltà nel garantire gli stipendi ai 35 dipendenti.

I trasferimenti da parte del consorzio Inrete sono fermi da settembre 2018 e ammontano a 70 mila euro; quelli della prefettura (che sono la parte più cospicua e arrivano direttamente dal Ministero dell'Interno) addirittura da aprile. In questa situazione precaria l'intera attività dell'associazione ne ha risentito. Da maggio i dipendenti sono stati pagati spesso solo con acconti e solo in alcuni casi lo stipendio è stato saldato. Del caso se ne sta occupando la Cgil. Mercoledì scorso è stato sottoscritto un accordo sindacale che, da questo mese, prevede la regolarità retributiva. Poi si ragionerà con l'associazione sul piano di rientro. Al netto dei migranti, tra l'altro, la Mastropietro aiuta giornalmente quasi 300 persone in difficoltà in tutto l'alto Canavese. Un'opera sociale di cui difficilmente il territorio può fare a meno.

«E’ una situazione delicata – ammette Egidio Costanza, numero uno dell’associazione – ai ritardi nell’arrivo dei fondi ministeriali, problema che condividiamo con tutte le associazioni che si occupano di richiedenti asilo, vanno poi aggiunte le spese di manutenzione sostenute dall'associazione per mantenere le convenzioni stipulate. Non posso puntare il dito contro la prefettura o gli altri enti perchè mi rendo conto che il problema sia molto complesso. In ogni caso stiamo lavorando per risolvere la situazione e sono fiducioso in un esito positivo».

Galleria fotografica

Articoli correlati