Un'adolescenza complicata resa ancora più difficile da quel padre così ossessivo. E' a processo al tribunale di Ivrea per stalking un marocchino di 66 anni residente a Perosa Canavese. A denunciarlo è stata la figlia. Tra il settembre del 2014 e l'agosto del 2016, con la ragazza ancora minorenne e un procedimento di separazione dalla moglie in corso (anche lei di nazionalità marocchina), l'uomo inizia a seguire la figlia. E' legato ad una concezione molto tradizionale della famiglia che la ragazza non rispetta, tanto che sceglie di andare a vivere con la madre.

Comincia a seguirla nei luoghi da lei frequentati, la aspetta all'uscita da scuola, controlla le amizicie e le conoscenze. Fino a vere e proprie sfuriate sul suo vivere troppo all'occidentale. I litigi si fanno sempre più frequenti perchè l'uomo non riesce ad accettare la decisione della figlia e se la prende soprattutto con il vestiario della ragazza che, per sentirsi parte della comunità in cui vive, indossa spesso jeans e magliette. La ragazza sopporta tutto fino a quando non diventa maggiorenne.

Nell'agosto di due anni fa, dopo un violento litigio con il padre, la ragazza decide di denunciarlo per stalking. La sentenza è attesa nei primi mesi del nuovo anno. I legali del 66enne contestano il reato che viene addebitato all'uomo. Con una figlia «ribelle» era suo diritto controllare le frequentazioni e il modo di vivere della ragazza, proprio per evitare brutte sorprese. Per la procura di Ivrea, invece, c'erano gli estremi per portare il 66enne a processo.

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