CANAVESE -  Si è conclusa l’attività iniziata ad aprile per verificare i conferimenti della plastica da parte delle aziende del territorio SCS. Il progetto si è articolato in due fasi in cui sono stati dapprima controllati i contenitori posizionati nei Comuni e, in un secondo momento, è stato selezionato un campione di aziende incontrate con specifico appuntamento con cui analizzare le criticità riscontrate nell’utilizzo del contenitore o nel rifiuto inserito. Sono state controllate 862 aziende (il 70%) e, per il 27% di queste, è emerso un uso non corretto del bidone che può avere un impatto notevole se rapportato al peso che il materiale non conforme inserito nel contenitore può comportare, rischiando di compromettere i contributi economici riconosciuti ai Comuni per il riciclo della plastica da parte di Corepla.

Cavi elettrici, tubi, carta, cassette di legno, apparecchiature elettriche ed elettroniche, giocattoli, questi sono solo alcuni esempi di materiale estraneo trovato nei contenitori in uso alle aziende e che quindi non sono recuperabili nella filiera del rifiuto.

La seconda fase del progetto ha previsto la calendarizzazione di appuntamenti con le utenze che avevano presentato alcune criticità. Nel corso dell’appuntamento l’azienda ha avuto modo di visionare con una figura esperta formata ad hoc per l’attività i materiali rilevati e tracciati anche attraverso foto e di analizzare i rifiuti prodotti e quelli correttamente inseribili nel bidone.
Il non corretto inserimento di rifiuti in plastica e metallo è sembrato riconducibile, nella maggior parte dei casi, a disinformazione e difficoltà nel reperire corrette istruzioni sulle modalità di conferimento. SCS ha predisposto una sintetica guida con alcune istruzioni base su cosa sia idoneo o meno inserire nel bidone e sugli errori più comuni da evitare.

«Abbiamo fortemente creduto in questo progetto e, proprio grazie al finanziamento ricevuto dal Bando Anci Conai, abbiamo potuto metterlo in atto e realizzarlo in modo così completo e capillare su tutto il territorio» - afferma il direttore SCS Andrea Grigolon - «avendo così l’opportunità di verificare e monitorare un elevato numero di aziende e poter sviluppare degli strumenti di comunicazione appositamente pensati e studiati per loro. La nostra priorità resta sicuramente migliorare la qualità del rifiuto da imballaggio che tanti problemi sta dando al nostro territorio e che ha non solo ricadute in termini di economia circolare sulla filiera del riciclo, ma anche sui contributi economici che vengono riconosciuti solo se il quantitativo di rifiuto non corretto è minimo». (ETB)

Galleria fotografica

Articoli correlati