Il bollettino emesso dal Centro funzionale regionale alle ore 13 di lunedì 25 novembre indica un progressivo «decrescere» dell’allerta per molte aree della Città metropolitana, in concomitanza con il progressivo esaurimento delle piogge. Restano in allerta arancione (criticità) per le valanghe le Valli Chiusella, Orco, Lanzo, bassa Val Susa e Sangone, Alta val Susa, Chisone, Pellice e Po, Valli Orco, Lanzo, Bassa val Susa e Sangone sono però in allerta gialla per fenomeni idrogeologici insieme a Pianura Settentrionale Pianura Torinese e Colline, Pianura Cuneese. Restano sopra la soglia di pericolo il Po e il Chisola, mentre il Malone e il Banna sono ancora sopra il livello di guardia ma in progressiva decrescita. 
 
Sul territorio metropolitano le criticità sono state moltissime e diffuse
 
Viabilità
Oltre 300 le segnalazioni e verifiche che hanno richiesto un intervento sul territorio. Le strade sono in progressiva riapertura nel corso della giornata. In pianura, hanno prevalso criticità legate agli allagamenti e all’esondazione dei torrenti e dei fiumi. Sulla media collina invece i problemi sono stati dettati anche da frane e smottamenti di piccole e medie dimensioni. In particolare sono ancora in fase di valutazione da parte dei geologi del servizio di Assistenza tecnica ai Comuni della Città metropolitana una frana a Pianezza, dove gli sfollati sono una ventina, mentre a Chiaverano, dove sono state evacuate un'ottantina di persone, il sindaco revocherà l'ordinanza in giornata. Nelle zone montane invece sono state le valanghe a creare problemi: come a Ceresole Reale, dove la sp. 50 è interrotta dal km 0+100 per precauzione, e la frazione a monte è raggiungibile solo attraverso una pista o a Traversella dove una valanga è caduta nella strada verso Fondo. Attualmente le strade chiuse sono ancora una ventina, e fra queste alcune richiederanno lavori ingenti per essere riaperte, come nel caso della sp. 419 che da Chiaverano conduce ad Andrate, la sp. 117 di Cordova al km 2 dove il manto stradale ha ceduto e la sp 243 a Vauda, anche qui per una frana.
 
Strade riaperte questa mattina
sp. 151 nel comune di Villafranca dal km 0+000 al km 8+900
sp. 152 nel comune di Vigone al km 6+200 (eccetto il guado Zucchea)
sp. 158 nel comune di Bricherasio
sp. 589 nel comune di Cavour
sp. 163 nel comune di Angrogna Loc. raggio (riaperta ne dioppi senso di marcia)
sp. 39 nel comune di Volpiano
sp. 167 nel comune di San Pietro Vallelemina (Pinerolo)
sp 170 nel comune di di Massello (Perosa Argentina)
sp 139 nel comune di Villafranca
 
Strade ancora chiuse
sp. 117 nel comune di Gassino
sp. 97 nel comune di Gassino
sp. 80 nel comune di Strambino
sp. 46, sp. 48, sp. 50 e sp. 64 Castellamonte
sp. 243 e sp. 723 nel comune di Rivarolo
sp. 246 nel comune di di Lanzo-viù
sp. 20, sp. 138 sp. 146 sp. 148 sp. 149 nel comune di Carignano
sp. 141 nel comune di Orbassano
sp. 72, sp. 419 e sp. 221 nel comune di Ivrea
 
Edilizia scolastica
Numerose le segnalazioni arrivate dagli istituti scolastici di competenza della Città metropolitana dove sono stati segnalati gocciolamenti e infiltrazioni: si tratta però di situazioni già all’attenzione della Città metropolitana e che non hanno carattere strutturale, su cui stanno intervenendo i tecnici. Sul territorio nella giornata di domenica 24 novembre alcuni comuni hanno deciso di chiudere le scuole nella giornata odierna per non avere problemi con la viabilità. Chiude oggi la sala operativa della Città metropolitana e sono in corso di chiusura i centri operativi comunali: 133 quelli aperti in questi giorni.
 
«Quando il territorio è così severamente messo alla prova, è inevitabile che il disagio e l’apprensione siano elevati. Così come non si può immaginare che la conta dei danni non presenti un conto salato alla comunità», ha detto il vicesindaco Marco Marocco, che ha la delega alla protezione civile. «Però la consapevolezza generale, la capacità di resilienza per le criticità purtroppo ricorrenti come il rischio alluvione è nettamente cresciuta. Il mio ringraziamento va, ancora una volta alle nostre strutture tecniche e dei numerosi volontari, di protezione civile, Gev, Ari, Croce rossa, che in questi giorni non si sono risparmiati lavorando notte e giorno in sala operativa e sul territorio».

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