CANAVESE - Si spengono i ripetitori e Canale 5 non si vede più in montagna. Monta anche in Canavese la protesta degli utenti, dove nelle ultime ore si sono moltiplicate le segnalazioni di difficoltà di ricezione dei canali Mediaset. 

«È Gravissimo, inammissibile lo spegnimento dei ripetitori Mediaset, della società EITowers, sui territori montani italiani e nelle zone dei piccoli Comuni - afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, Unione Comuni, Comunità, Enti montani - Già lo spegnimento dei ripetitori di proprietà degli Enti locali montani, per il cambio di frequenze, era stato gravissimo, a inizio 2022. Ora una situazione nuova e grave. A danni delle comunità locali. I Sindaci sono arrabbiati e pronti alla mobilitazione. Anche nei confronti di chi, con il cambio di frequenze, sta facendo niente. Imponendo parabole e altri sistemi di accesso alla tv a carico dei cittadini. Il digital divide è gravissimo e pericoloso. Aumenta di ora in ora. Intervenga subito il Governo, il Mise in particolare, per individuare urgenti soluzioni tecniche vere e durature. Costringa Mediaset a riparare questo enorme danno».

«Perché se anche di Maria De Filippi e Barbara D'Urso, o di Paolo Bonolis, a chi vive territori interessa ben poco, l'affronto alle aree interne e montane del Paese è gravissimo. Obbligare tutti ad acquistare e installare, con la spesa media di 300 euro, una parabola, divide i cittadini. Non è costituzionale . aggiunge Bussone - Non siamo dunque tutti uguali. Forse questo a Mediaset ed EITowers interessa poco, non lo sanno. Ma a Uncem e ai Comuni si. Spegnere i ripetitori che servono bassi numeri di 'utenti', come li chiamano loro, è indegno di un Paese moderno e di un moderno sistema delle telecomunicazioni, europeo ed italiano, al quale Mediaset e EITowers dicono di voler contribuire».

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale, Alberto Preioni: «Mi farò anche io portavoce delle proteste che giungono dalle vallate del Vco e da altre zone interne del Piemonte per la sospensione del segnale televisivo dei canali del gruppo Mediaset. Dallo scorso mercoledì i ripetitori sono stati spenti per destinare le loro frequenze ad altri usi. Ma sono almeno due mesi che le Unioni Montane chiedono all’ispettorato ministeriale di attivarsi per trovare e attivare impianti alternativi. Nulla purtroppo pare sia stato fatto. Una manchevolezza che mi fa ancora una volta ripetere che non possiamo considerare gli abitanti delle Terre Alte, o comunque di aree che vivono situazioni di marginalità, come piemontesi di serie B. A chi vive in montagna devono essere garantiti gli stessi diritti dei residenti dei grandi centri urbani. A proposito vorrei fare una riflessione politica. La maggioranza che guida la Regione, e di cui la Lega è la prima forza, si è spesa come non mai per scongiurare la desertificazione dei piccoli borghi, incentivando la residenzialità e l’offerta dei servizi. Un programma certamente meritorio che però deve armonizzarsi anche con l’azione del privato, specialmente quando questo svolge funzioni di servizio pubblico. Categoria nella quale rientrano appunto le trasmissioni televisive, con il loro ruolo di intrattenimento ma soprattutto di informazione per il cittadino».

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