CANAVESE - Negli ultimi giorni sta circolando una nuova truffa telefonica che preoccupa cittadini e forze dell’ordine e che ha già interessato diversi residenti dei Comuni del Canavese. I criminali non puntano più soltanto a svuotare conti correnti o rubare dati personali, ma utilizzano tecnologie sempre più sofisticate per organizzare furti in appartamento. Il metodo si basa sul cosiddetto «spoofing telefonico», una tecnica che permette ai truffatori di far apparire sul display dello smartphone numeri reali appartenenti a questure, carabinieri o polizia locale. Di recente è successo con la questura di corso Vinzaglio a Torino.
La telefonata appare credibile fin dal primo istante. Dall’altra parte della linea una voce professionale. In molti casi si tratta di voci generate o modificate con l’intelligenza artificiale. Il cittadino viene informato della necessità urgente di presentarsi presso un ufficio di polizia o una caserma per ritirare documenti giudiziari.
L’obiettivo reale, però, è un altro. I truffatori cercano di creare un preciso intervallo di tempo durante il quale l’abitazione resta vuota. Convincendo l’intera famiglia a uscire di casa in un orario stabilito, i complici possono agire indisturbati e introdursi nell’appartamento. Durante la conversazione, inoltre, vengono raccolte informazioni utili come indirizzo, composizione familiare e presenza di persone in casa.
Le forze dell’ordine invitano alla massima prudenza. In caso di telefonate sospette è importante non fornire dati personali, non lasciare l’abitazione e contattare immediatamente il 112 per una verifica. Segnalare questi episodi è fondamentale per aiutare le autorità a monitorare il fenomeno e proteggere soprattutto le persone più vulnerabili, spesso bersaglio privilegiato di queste bande criminali.











