Nessuna risposta dall'aeronautica militare sui caccia a bassa quota dello scorso sei giugno in Val Malone, segnalati da tanti residenti nella zona di Corio e Rocca ed oggetto anche di tre differenti esposti ai carabinieri. La procura di Ivrea ha chiesto lumi ai militari per capire se, quella sera, era in corso un'esercitazione sui cieli del Canavese. Si è parlato anche dell'inseguimento ad un Ufo, un oggetto non identificato. Alcune delle spiegazioni emerse sul web nei giorni successivi, compresa quella dell'inseguimento ad un drone senza controllo, non stanno in piedi.

Così in parlamento, il Pd, a firma della deputata Francesca Bonomo, ha presentato un'interrogazione al Governo. «Per sapere – premesso che: il giorno 6 giugno 2018, intorno alle 21, nell’area di pertinenza del Comune di Corio, in provincia di Torino, si è registrato il passaggio di n. 2 velivoli, verosimilmente caccia militari a bassissima quota, sentiti e visti da gran parte della popolazione del comune sopracitato e dei comuni confinanti - si legge ne testo dell'interrogazione - tale evento ha enormemente allarmato la popolazione per il forte rumore e per l’onda d’urto che si è propagata sul territorio, ma soprattutto per il timore che i due velivoli fossero diretti ad intercettare un terzo velivolo potenzialmente pericoloso, che alcune testimonianze dicono di aver scorto.

A causa dell’apprensione generata negli abitanti della zona per la loro sicurezza, le forze dell’ordine sono state chiamate numerose volte e le istituzioni sollecitate a comprendere meglio cosa sia accaduto. Successivamente all’evento è stata interpellata l’Aeronautica Militare, la cui risposta è stata evasiva e lacunosa, cosa che ha ulteriormente alimentato dubbi e inquietudini. Se il boato avvertito nelle circostanze richiamate in premessa sia da attribuire allo svolgimento di voli militari e, nel caso di risposta affermativa, quale fosse la ragione di tale volo, se vi sia stata alcuna situazione di pericolo per gli abitanti della zona, e quali iniziative intendano adottare le autorità militari al fine di informare preventivamente le popolazioni locali dello svolgimento di eventuali esercitazioni, evitando di creare paura e preoccupazione tra gli abitanti».

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