La norma salva-Scuolabus, approvata da uno degli ultimi Consigli dei ministri del Governo Conte, è in pericolo. E con essa la gratuità del servizio, quando mancano poche settimane all'inizio delle lezioni. "Colpa" della crisi che ha fatto crollare l'intesa giallo-verde che ha guidato il Paese nell'ultimo anno. Dopo aver salutato la soluzione positiva al caso-scuolabus con un misto di sollievo e soddisfazione, ora si rischia di ritornare al punto di partenza. 

A lanciare l'allarme è il presidente dell'Uncem - Unione nazionale di comuni ed enti montani - Marco Bussone: «Il Decreto è stato approvato "salvo intesa" nel Consiglio dei Ministri, dove però la questione dei precari della scuola da assorbire nelle piante organiche non ha messo d'accordo Lega e Cinque stelle. Così, anche la norma Scuolabus, che modifica il D.L.63/2017, rischia di morire prima di nascere. E di non essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 28 agosto, come annunciato da diversi parlamentari».

L'Uncem a riguardo aveva recitato il ruolo di Cassandra, quando era stata approvata la norma, non condividendo premature manifestazioni di giubilo. «Aspettiamo l'intesa prima di cantare vittoria, avevamo detto - aggiunge ancora Bussone - Ci eravamo già arrabbiati perchè in Parlamento non si era intervenuti sulla norma che riguarda migliaia di piccoli Comuni prima del mese e mezzo di ferie fissato dai presidenti delle due camere. Adesso, così, restiamo in attesa, sospesi, e senza troppa fiducia alla vigilia di una settimana nella quale si capirà che fine farà il Governo. Ancora una volta le autonomie locali sono appese, per una questione non certo banale, ai litigi politici dei rappresentanti eletti. Tutto fermo, ancora una volta. Mentre noi, Comuni piccoli, montani, efficaci e senza debiti, i servizi continuiamo a garantirli, allo sviluppo locale vogliamo continuare a pensare. Stiamo a vedere che cosa succede, ma oggi non siamo affatto tranquilli».

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