CANDIA CANAVESE - Rubano la memoria della telecamera di videosorveglianza per non farsi scoprire e sfasciano l'occhio elettronico per essere certi di farla franca. E' successo l'altro giorno a Candia Canavese. Due gli episodi deprecabili che il sindaco Mario Mottino ha reso noti sui social. Il primo alla chiesa di Santo Stefano dove ignoti hanno tolto le tegole nella parte più bassa del tetto della chiesa romanica per infilarsi all'interno. Obiettivo, probabilmente, quello di trafugare oggetti di valore. In via Gaio la fototrappola posizionata per controllare l'isola ecologica è stata rotta e rubata la memoria. 

«Quando si segnalano questi casi si invocano subito le famose telecamere - dice il sindaco - a tal proposito è bene chiarire che il "riconoscimento facciale" è difficilmente utilizzabile in quanto l'identificazione certa del soggetto è praticamente impossibile, soprattutto nelle ore serali. E anche quando ipoteticamente si riconosca il soggetto, è complicato a termini di legge procedere all'incriminazione. Purtroppo la facilità di riconoscimenti facciali si vede solo in TV, nelle serie poliziesche americane. Diverso è quando si identifica una targa o si trovano nei rifiuti indizi certi del proprietario; in questi casi anche a Candia siamo riusciti a "pizzicare" questi incivili e sanzionarli».

«Non ci sono parole per descrivere la rabbia che si prova nel vedere il bene comune rovinato. Tutto ciò è vergognoso - aggiunge il primo cittadino - la mancanza di rispetto è una violenza vera e propria. Ormai assistiamo solo più ad ogni forma di inciviltà, violenza fisica e verbale, vandalismo, mancanza totale di rispetto verso tutto e tutti. Mi chiedo dove andremo a finire: come dicono ormai in molti forse meritiamo di estinguerci».

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