Federica Ranieri Grijuela, Mugnaia 2019 dello Storico Carnevale d'Ivrea, interviene sulla bufera che ha investito la manifestazione eporediese, a seguito delle dimissioni di una vivandiera che sarebbe stata molestata dal Generale in carica. L'intervento della Mugnaia riassume lo stato d'animo della città, profondamente ferita da quello che sta succedendo.
 
Gentili tutti,
è con estrema delicatezza e pudore che vi inoltro questo mio pensiero.
Lo faccio dopo aver appreso dai giornali i fatti e le supposte accuse che hanno travolto il Generale Bombonato.
Lo faccio con rispetto e ossequio, a bassa voce, per l’amore incondizionato che provo per la nostra Festa e per i personaggi. Lo faccio, però, perché non posso tacere e non posso far finta di nulla.
Non ero a conoscenza della vicenda, non sapevo che una donna, una vivandiera, fosse stata coinvolta in una così immeritevole situazione. Se avessi saputo, se avessi visto, se avessi avuto contezza, di certo avrei preso le distanze da quello che stava accadendo.
Ho presieduto alla Cerimonia degli abbà, dei Corvi d’oro e al Cuore di San Grato inconsapevole di cosa vi fosse nell’aria. Ho portato il mio rispetto a delle Cerimonie intense e profonde senza conoscere cosa stesse accadendo. Mi dispiace, ma non posso condividere situazioni, che anche solo insinuino il mancare di rispetto, il violare la dignità di una donna.
Non voglio entrare nel merito, non so se mai l’Autorità giudiziaria si pronuncerà su questi fatti. Ma è irrilevante in ogni caso perché quello che si deve ricordare è che una donna non va mai oltraggiata. Se è pur vero che la diffamazione è un reato tanto odioso, è altrettanto vero che mettere in discussione le parole di una donna che si è sentita offesa è sintomo di una società ancora vetusta, sessista e maschilista. Quando una donna alza la mano, la si deve ascoltare, non giudicare. Accogliere e difendere.
Non può essere ammesso, fatto passare il fatto che sia concedibile ad un uomo scherzare sull’aspetto fisico di una donna, perché anche un complimento, magari connotato da volgarità, rende la donna un oggetto, un pezzo di carne.
Questo non è accettabile. Lo dico come donna, come madre di due figli maschi, come avvocato che ogni giorno lotta perché il sessismo non entri dalla porta dello studio.
Lo dico come mugnaia, che ha difeso la propria virtù e liberato il popolo oppresso.
Quindi ancora una volta con estrema malinconia prendo atto del male che la nostra bellissima festa sta subendo, sperando che l’amore per lo Storico Carnevale faccia mettere dignità, decoro, orgoglio e rispetto per tutte le persone coinvolte.
Rispettosamente,
Federica Ranieri Grijuela

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